Regolamento dell’archivio riservato alle intercettazioni – Legge 21.07.09-n.98

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    Regolamento archivio riservato delle intercettazioni di cui all’art. 13, comma 2 della Legge 21 luglio 2009 n. 98

    Art. 1

    (Archivio delle intercettazioni)

    1. L’archivio riservato delle intercettazioni è collocato in una stanza apposita presso il Tribunale

    Unico, chiusa con una serratura di sicurezza e con la possibilità di blocco dall’interno.

    2. Le chiavi dell’archivio delle intercettazioni sono consegnate esclusivamente ai Giudici Inquirenti

    ed al Cancelliere preposto alla Cancelleria penale. Quest’ultimo può accedere all’archivio solo su

    autorizzazione scritta del Giudice Inquirente, del Giudice delle Intercettazioni o del Giudice

    competente avanti al quale è trattato il procedimento nelle singole fasi.

    3. All’interno del locale sono collocati tre armadi blindati nei quali è riposto il materiale afferente

    alle intercettazioni disposte da ciascun Giudice Inquirente. Le chiavi dell’armadio blindato sono

    custodite dal Giudice Inquirente al quale è assegnato l’armadio, o, sotto la sua responsabilità, da

    personale munito di delega scritta. Le chiavi possono essere consegnate al Cancelliere solo dal

    Giudice Inquirente interessato, per necessità del suo ufficio o per l’accesso dei soggetti ai quali è

    consentito dalla legge.

    4. La permanenza all’interno dell’archivio dei soggetti autorizzati deve avvenire alla presenza

    costante del Cancelliere ovvero di personale idoneo delegato dal Giudice Inquirente sotto la sua

    responsabilità.

    5. La consultazione dei materiali custoditi nell’archivio può avvenire solo all’interno del locale,

    salvo che il Giudice non disponga altrimen

    con apposito provvedimento, con il quale dovranno

    essere dettate le regole necessarie a preservare la riservatezza.

    6. Per programmare gli accessi ed evitare che nell’archivio si trovino contemporaneamente soggetti

    interessati a diversi procedimenti, i difensori, nell’esercizio dei diritti e delle facoltà riconosciuti

    dalla legge, possono accedere all’archivio depositando la richiesta personalmente al Cancelliere

    almeno un giorno prima, salve comprovate ragioni d’urgenza.

    7. Nel rispetto di quanto stabilito dalla legge, i Giudici possono stabilire modalità particolari di

    consultazione che, nel singolo caso concreto, appaiono maggiormente idonee ad assicurare la

    riservatezza delle operazioni.

    8. Le disposizioni per l’estrazione delle copie dei documenti e dei materiali custoditi nell’archivio altrimenti devono essere indicate di volta in volta dal Giudice con il provvedimento autorizzativo.

    1

    Art. 2

    (Registro degli accessi all’archivio riservato)

    1. Gli accessi all’archivio delle intercettazioni e agli armadi devono essere annotati in appositi

    registri, uno per ciascun Giudice Inquirente.

    2. Il registro consta di fogli rilegati, vidimati prima della messa in uso dal Magistrato Dirigente.

    Devono essere annotati, in ordine cronologico, la data, l’ora iniziale e finale dell’accesso, i soggetti

    presenti, gli eventuali estremi dell’autorizzazione, l’indicazione dettagliata degli atti, supporti e

    documenti contenuti nell’archivio che sono stati consultati ed il numero del procedimento penale cui

    si riferiscono.

    3. Le annotazioni nel registro sono effettuate dal Cancelliere ovvero dal personale delegato dal

    Giudice Inquirente che assiste alle operazioni, che vi appongono in chiusura la sottoscrizione

    unitamente ai presenti. Il delegato deve indicare nel registro gli estremi del provvedimento di delega.

    4. Il registro è custodito nell’armadio blindato assegnato al Giudice Inquirente che ha disposto le

    intercettazioni.

    Art. 3

    (Conservazione della documentazione)

    1. I materiali ed i documenti per i quali la legge stabilisce il deposito nell’archivio riservato sono

    conservati negli armadi blindati nei modi e nelle forme indicate nell’art. 14, comma 4, della Legge

    21 luglio 2009 n. 98. Le custodie devono avere una chiusura di sicurezza; sul lembo di chiusura,

    devono essere apposti il sigillo del Tribunale e la sottoscrizione del Giudice Inquirente avanti al

    quale pende il procedimento e del Cancelliere.

    2. L’apertura della custodia deve essere autorizzata per iscritto dal Giudice. Deve essere redatto

    apposito verbale delle operazioni, nel quale devono essere indicati la data, l’ora in cui avviene

    l’apertura, gli estremi e le motivazioni contenute nel provvedimento autorizzativo, la constatazione

    della integrità del sigillo, e l’ora in cui avviene nuovamente la chiusura dell’involucro; il verbale è

    sottoscritto da tutti i presenti. I verbali sono conservati nell’archivio riservato unitamente alla

    custodia cui si riferiscono.

    Art. 4

    (Registro delle intercettazioni)

    1. Il registro delle intercettazioni è tenuto direttamente da ciascun Giudice Inquirente e sotto la sua

    responsabilità. E’ mantenuto rigorosamente riservato: nessuno vi può accedere ad eccezione dei

    soggetti indicati dalla legge nello svolgimento delle attribuzioni di loro competenza.

    2. Il registro consta di fogli rilegati, vidimati prima della messa in uso dal Magistrato Dirigente.

    3. Le registrazioni sono effettuate in ordine cronologico. Il contenuto del registro è indicato dalla

    legge, e le annotazioni sono eseguite direttamente dal Giudice Inquirente, che vi appone la propria

    sottoscrizione, e che provvede a sottoporle al Giudice delle Intercettazioni per l’apposizione del

    visto di cui all’art. 4, comma 7 della Legge 21 luglio 2009 n. 98.

    Art. 5

    (Disposizioni finali)

    1. Il Cancelliere è tenuto a predisporre i registri delle intercettazioni e degli accessi all’archivio

    riservato nel rispetto della legge e del presente regolamento di concerto con i Giudici Inquirenti.

    2. I registri devono essere consegnati ai Giudici Inquirenti entro il 31 dicembre 2009.