Secondo giorno per il premier Renzi in Giappone, che lunedì è Tokyo, con una tappa all’università prima dell’incontro con il premier nipponico Shinzo Abe. Il premier non ha perso l’occasione per battere sul tasto della ripresa. Agli studenti di Tokyo ha spiegato che Italia e Giappone sono uniti, tra l’altro, dall” «idea di sviluppo basata non solo sull’austerità ma sulla crescita. Dopo anni di crisi e recessione ora si può ripartire, per la prima volta il Pil italiano ha un segno più dopo anni di performance negative, gli investimenti esteri, il turismo, tutto ha segno positivo», ha sottolineato Renzi.
Poi Renzi, davanti agli studenti dell’università delle Belle Arti di Tokyo, ha parlato dell’eredità culturale italiana del passato e di ciò che si può fare oggi e nel futuro. «Bisogna avere il coraggio di dire che la cultura non è solo il passato. Sono stato sindaco di Firenze. Vi garantisco che alzarsi e andare a lavorare ogni giorno nei luoghi in cui avevano camminato Leonardo e Michelangelo e che era stata la sede di lavoro di Machiavelli era impressionante. Mi sembrava impossibile pensare che quel passato potesse essere migliorato. Però voglio richiamare le parole di Leonardo: “Tristo è quel discepol che non sorpassa il suo maestro”. Questo è ciò che avvenne con Cimabue e Giotto. È la spinta del cuore dell’artista quella che muove a cercare di fare meglio di colui che ti ha insegnato». Poi ha spiegato: «Nella Firenze del Medioevo e del Rinascimento la grande bellezza che si realizzò in campo letterario e artistico fu possibile anche grazie alle condizioni economiche. Per l’arte servono finanza, economia, mecenatismo e investimento sul futuro. Sono la finanza e l’economia che consentono alla cultura di svilupparsi, che consentono ai giovani di studiare con le borse di studio e, studiando, di dare vita a opere immortali come la Divina Commedia». E su questo con il premier giapponese Shinzo Abe c’è la massima intesa: «Ci unisce – ha detto Renzi – una idea di sviluppo basata non solo sull’austerità, ma sulla crescita e sugli investimenti». Fortunatamente, ha spiegato, il tempo volge al bello: «Dopo anni di recessione – ha detto – il Paese torna a crescere. Le performance di turismo, export e investimenti, tornano col segno più. C’è molto bisogno di creare i fattori di crescita economica».
Poi, una battuta: «In Giappone ci sono 90mila tra ristoranti e pizzerie. Non garantisco per la qualità di tutti questi 90mila, così come voi non siete in grado di assicurare che il sushi che si può mangiare in ogni angolo d’italia sia preparato con la stessa cura voluta dalla tradizione. Ma sono il segno della passione reciproca».