Renzi sfida Conte: “Confrontiamoci in tv, se te la senti”

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  • Un confronto pubblico all’americana. Matteo Renzi è pronto a sfidare Giuseppe Conte in un dibattito televisivo, dopo le frecciatine a distanza tra il leader di Italia Viva e il leader in pectore del Movimento 5 Stelle che in queste settimane hanno caratterizzato la politica italiana. Il numero uno di Iv, nella sua ultima enews, ha invitato l’avvocato ad accettare una “sfida” in tv per discutere di alcune tematiche. L’aspirante presidente del M5S nei giorni scorsi ha rivolto un duro attacco nei confronti di chi vorrebbe abolire il reddito di cittadinanza: “Quando, forti della propria esperienza di potere, si sottoscrivono contratti per centinaia di migliaia di euro con produttori compiacenti, il rischio di diventare insensibili ai bisogni dei più fragili è nelle cose“. Di recente è stato proprio Renzi ad annunciare la volontà di una raccolta firme per un referendum sull’abrogazione nel 2022.

    Le parole al veleno di Conte hanno fatto scattare la reazione del leader di Italia Viva, indagato a Roma per finanziamento illecito insieme al manager Lucio Presta. Renzi non ha fatto mancare una stoccata verso Giuseppi: “Potrei proporgli un dibattito sulle idee ma non vorrei metterlo in difficoltà (l’ex collega ha idee e modi di esprimerle in linea con la tradizione grillina)“. Dunque il senatore di Rignano si è limitato a chiedergli un confronto pubblico all’americana in televisione. Argomento di discussione? “I miei contratti. E i suoi contratti. E i suoi rapporti. Io dico che ci divertiamo“. Renzi attenderà una risposta: “Mi faccia sapere l’avvocato del popolo quando è disponibile, se se la sente. Io ci sono“.

    La sfida Renzi-Conte

    In questi mesi il numero uno di Italia Viva ha più volte rivendicato la scelta di aver fatto cadere il governo giallorosso per far approdare Mario Draghi a Palazzo Chigi e sostituire il commissario Domenico Arcuri con il Generale Francesco Paolo Figliuolo. Giuseppi aveva provato a risolvere la crisi di governo puntando sul sostegno dei responsabili il Parlamento, ma il tentativo si è rivelato fallimentare. Così è stato possibile mettere in atto quella che Renzi reputa una rivoluzione istituzionale: “Dove c’era Arcuri ora c’è Figliuolo e la campagna di vaccinazione è partita. Ci sarà da fare una commissione d’inchiesta sulla gestione Covid. C’era Bonafede e ora c’è Cartabia e i grandi dossier sulla giustizia stanno cambiando passo. C’è un cambio oggettivo della guardia in alcune istituzioni: il commissariamento di Anpal, la Belloni al posto di Vecchione. Ma la vera novità è che c’è Draghi al posto di Conte e con Draghi c’è un paese più credibile. Credo che la presenza di Draghi sia una benedizione“.


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