Renzi vola in Bahrein per il Gp, scoppia la protesta: “Noi rinchiusi, lui si diverte”

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  • Ad assistere al Gp di Formula 1 del Bahrein vinto da Lewis Hamilton che ha aperto il Mondiale 2021 c’era un ospite speciale: l’ex premier e senatore di Italia Viva, Matteo Renzi. La sua presenza è stata confermata da una foto pubblicata su Twitter dal presidente Fia Jean Todt assieme al primo ministro del Bahrein, Salman bin Hamad Al Khalifa. Viaggio di Renzi che, come di consueto oramai, ha smosso alcune polemiche sui social e a livello politico. Tramite il suo ufficio stampa, riporta l’agenzia Adnkronos, Renzi fa sapere che “è abituato alle polemiche contro di lui ma che ha come sempre rispettato tutte le norme e martedì sarà in aula a fare il suo lavoro per intervenire sul Family Act“. “Inutile dire che i viaggi di Renzi riguardano Renzi e non costano un centesimo al contribuente“, sottolinea ancora l’ufficio stampa dell’ex presidente del Consiglio. Nelle scorse settimane l’ex premier è stato al centro di polemiche per i suoi viaggi negli Emirati Arabi e in Arabia Saudita, dove Renzi ha partecipato a un incontro con il principe saudita Bin Salman.

    Matteo Renzi ha subito nuovi attacchi per il suo – ennesimo – viaggio all’estero, e molti di questi arrivano soprattutto da sinistra: “Mentre gli italiani si trovano in lockdown e non possono uscire dai loro comuni se non per tre motivi espressamente previsti dal Dpcm: motivi di salute, di lavoro o ritorno presso propria residenza o domicilio il senatore Matteo Renzi va nel Bahrein a vedere il gran premio di formula 1″, accusa il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, che aggiunge: “Sarebbe interessante conoscere i motivi di legge per cui Renzi si è recato nel Bahrein per assistere al gran premio, anche perché le prerogative di un senatore dovrebbero essere altre“. “Renzi in #Bahrain per tifare Ferrari. Deve aver equivocato il senso di “zona rossa” ironizza il giornalista de La Repubblica Luca Bottura.

    Le polemiche sulle trasferte di Renzi all’estero sono nate alla fine di gennaio, quando il senatore di Italia Viva avrebbe dovuto prendere parte alla quarta edizione della kermesse organizzata dal Future Investment Initiative con un programma ricco di relatori di alto profilo come la principessa e diplomatica saudita Reema bint Bandar Al Sa’ud, Richard Attias, fondatore del New York Forum e il co-fondatore della Global Clinton Initiative e della Nobel Laureates Conference, Jean-Bernard Lévy amministratore delegato e presidente di EDF, Jean Todt, già amministratore delegato della Ferrari, con lui al Gran Premio del Bahrein, l’ex direttore della comunicazione della Casa Bianca, Anthony Scaramucci e Marco Alverà, Amministratore delegato di Snam.

    Perché questa grande attenzione verso i Paesi del Golfo Persico? Matteo Renzi siede nel Board of Trustees Members del Future Investment Initiative del Fondo Pif, il fondo sovra saudita, che si è classificato al 9°posto tra i maggiori fondi sovrani del mondo alla fine di maggio 2020 con un valore netto di 360 miliardi di dollari, secondo i recenti dati del SWF Institute. Insieme all’ex premier, nel board ci sono Yasir Al-Rumayyan, governatore del fondo sovrano saudita e presidente di Saudi Aramco, la diplomatica e principessa Reema bint Bandar Al Sa’ud, Peter Diamandis, Presidente esecutivo della X Prize Foundation, il celebre matematico Tony Chan, la chimica Adah Almutairi e Richard Attias.



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