Repubblica futura: “E adesso…? Le risorse della democrazia” di Carlo Franciosi (parte seconda)

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Dal 1992 ad oggi sono accadute tante vicende, per fortuna abbastanza recenti per consentirmi una descrizione snella, ovviamente sintetica.
Dopo l’esperimento di alleanza DC-PC, esauritasi anche per l’insofferenza del PDCS a dividere il comando con alleati troppo intraprendenti, la dirigenza DC continuava a manovrare le leve del potere condizionando con lo spauracchio del cambio di partner le varie fazioni della componente socialista, più che altro impegnate a sopravvivere all’ombra del partito egemone senza disturbare troppo.
Così l’assetto sociale dei sammarinesi, virtuosi per antica fama, divenuti avidi forse per antica fame, si è adeguato al comportamento e ai metodi dei capi.
I più birbi e disinvolti dei quali hanno trovato un terreno fertile per coltivare i propri interessi.
La fantasia di molti ha spaziato sul guadagno facile, sulle opportunità consentite dalle SRL e delle SA, sulla “piazza finanziaria”, sull’importanza di disporre di tante Banche, sulla possibilità di raccogliere molto denaro di qualsiasi provenienza, sulle manovre di interscambio magari attraverso passaggi nei paradisi fiscali, e così via.
Pochi si preoccupavano delle inevitabili reazioni del mondo economico esterno, delle possibili infiltrazioni della malavita, dei rischi di implosione per il nostro sistema economico minuscolo e fragile; intanto quasi ogni giorno arrivavano notizie di scandali vari.
I più sensibili hanno avvertito la necessità di un risveglio culturale, e così nel 1991 è nata l’associazione “FORUM”, formata da una cinquantina di persone di varia collocazione politica, in prevalenza dell’ambito democristiano, con l’impegno di creare una coscienza critica nei confronti delle gravi problematiche comparse all’orizzonte.
La nuova formazione ha registrato notevole accoglienza e interesse nell’opinione pubblica ma scarsa influenza sulla politica quotidiana; pertanto nel febbraio del 1993 un nucleo del partito di maggioranza, dopo un prolungato confronto interno senza consistenti riscontri ha deciso di distaccarsi dal gruppo consiliare e dagli organismi dirigenti della DC per formare un movimento autonomo col nome di “ALLEANZA POPOLARE”, collocandosi all’opposizione fino alla fine della legislatura in corso (circa 3 mesi).
I tre Consiglieri dissidenti erano Fernando Bindi, Carlo Franciosi e Rosolino Martelli.
Dopo le elezioni, che hanno decretato un discreto aumento della presenza di AP, una delle prime iniziative della nuova formazione è stata l’organizzazione di un referendum che chiedeva l’abolizione del rimborso per i viaggi elettorali dei sammarinesi non residenti. Il costo delle trasferte, spesso oneroso, si completava con l’ospitalità prolungata negli alberghi della riviera nonché con le escursioni gratuite a Venezia, a Firenze, a Roma o altre mete a piacere.
Il tutto non per accattivarsi i voti, beninteso, ma per dimostrare l’affettuosa accoglienza della madrepatria verso i cittadini lontani. Le urne bloccarono la disinteressata munificenza. Ma la compravendita dei voti continuò sottobanco: i soldi non mancavano…
Il paese di Bengodi prosperava negli anni fra frequenti crisi di governo e marginali variazioni di alleanze, fino all’ingresso nella compagine di centro-sinistra da parte di Alleanza Popolare, nel breve periodo Giugno/Dicembre 2002 (Fernando Bindi – Lavoro, Tito Masi – Giustizia) e in seguito da Luglio 2006 a Novembre 2008 (Valeria Ciavatta – Interni, Tito Masi – Industria).
San Marino, 27 febbraio 2019
Carlo Franciosi

P.S. la narrazione non è conclusa; troppe vicende meritano di essere ricordate. A presto.

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