PIADINA, musica romagnola e parrocchiani tra i quali i diciassette migranti ospitati da agosto in una villetta a Cerasolo. «Ormai fanno parte di questa realtà – dice il parroco don Fiorenzo Baldacci – e le persone li hanno accolti».
La festa alla chiesa di San Giovanni Battista a Cerasolo, non ha tradito le attese e tra sabato e domenica i migranti ospitati a Coriano nell’abitazione gestita dall’associazione Ardea, si sono presentati alla festa dopo avere contribuito nei giorni scorsi alle pulizie generali in vista della manifestazione.
Il fatto che solo 4 dei 17 siano di religione cattolica non ha fermato l’intero gruppo dal prendere parte all’iniziativa. «Non c’è stata la possibilità di condividere un momento ufficiale di presentazione – prosegue don Fiorenzo -, per l’arrivo della pioggia domenica. I ragazzi si sono così mescolati tra la gente,m partecipando ai giochi e altri momenti. Le persone, arrivati a questo punti, li conoscono e la prima parte di un processo di integrazione è stato fatto. Ora si tratterà di coinvolgerli in ambito sociale con corsi e altre attività di formazione». La pace, tuttavia, non è calata su tutta Cerasolo. Soprattutto tra i vicini all’abitazione, la tensione rimane alta e c’è chi ha deciso di non trasferirsi a due passi dai migranti, preferendo rimanere in un secondo appartamento lontano da Cerasolo. Inoltre diversi residenti attendono una risposta dalla prefettura dopo che il Comune ha inviato una lettere nella quale erano contenute le principali domande presentate dagli abitanti della zona. Tra queste anche una osservazione del municipio corianese che ha chiesto una verifica sull’affollamento della villetta, oggi abitata da 17 persone.
FONTE: Resto del Carlino
