Un anno di ascolto per rompere il muro del silenzio. Ansia, difficoltà relazionali, nodi familiari che sembrano impossibili da sciogliere. È questa la fotografia, nitida e a tratti dolorosa, scattata dal primo report annuale dello “Psicologo di quartiere”, il servizio gratuito attivo da gennaio 2025 negli otto comuni del Distretto socio-sanitario di Riccione. I dati, presentati oggi, restituiscono l’immagine di una comunità che ha un forte bisogno di supporto e che, superando reticenze e tabù, ha iniziato a chiedere aiuto.
Il servizio, nato come presidio di prossimità per intercettare il disagio ai primi segnali, ha registrato un accesso prevalentemente femminile. Sono le donne, infatti, a varcare con più frequenza la soglia degli sportelli – sia di persona che telefonicamente – confermandosi le “sentinelle” del benessere emotivo, pronte a farsi carico delle difficoltà proprie o del nucleo familiare. Più contenuto il numero degli uomini, mentre gli accessi di interi gruppi familiari restano una minoranza. Un dato rilevante riguarda la modalità di contatto: la maggior parte degli utenti arriva in modo “libero e spontaneo”, senza passare per il filtro del medico di base o di altri enti, segno che lo sportello è percepito come uno spazio sicuro e accessibile.
Analizzando le motivazioni che spingono i cittadini a rivolgersi allo psicologo, emerge un quadro complesso. Al centro delle richieste ci sono la sfera emotiva e quella relazionale. “I disturbi depressivi e quelli legati alla sfera familiare rappresentano una delle principali aree di intervento”, si legge nel report. Si parla di gestione dello stress, di conflitti intergenerazionali e di disturbi dell’umore che impattano pesantemente sulla qualità della vita sociale. Particolarmente significativo è il dato relativo ai disturbi d’ansia associati a sintomi depressivi, spia di un malessere multidimensionale che richiede risposte articolate.
Lo “Psicologo di quartiere” non offre solo ascolto, ma agisce come un vero e proprio snodo nella rete del welfare. Attraverso colloqui individuali (fino a un massimo di quattro incontri gratuiti), i professionisti forniscono un primo supporto e, se necessario, indirizzano l’utente verso i servizi socio-sanitari territoriali più strutturati, lavorando in sinergia con assistenti sociali e sanitari. Un approccio integrato che permette di affrontare anche temi delicati come il sostegno alla genitorialità e le crisi di coppia.
La rete degli sportelli copre capillarmente il territorio. A Riccione il servizio è attivo il giovedì mattina in viale Bergamo, ma presidi sono operativi anche a Misano Adriatico, San Giovanni in Marignano, Coriano, Morciano, Cattolica, San Clemente e Saludecio, con orari differenziati per garantire la massima copertura. Per accedere o chiedere informazioni, i cittadini possono contattare i numeri 334 7052222 e 333 9980722. Un’iniziativa che, dati alla mano, ha dimostrato in questi primi dodici mesi di essere non un lusso, ma una necessità per la tenuta sociale del territorio.











