Riccione, l’ex discoteca Yellow Factory venduta dopo 30 aste: aggiudicata per 293mila euro

Si chiude un lungo e travagliato capitolo per l’ex discoteca Yellow Factory di Riccione. L’immobile, situato in viale Manfroni, è stato finalmente aggiudicato ieri al termine della trentesima asta giudiziaria. Una società si è assicurata il bene per 293.800 euro, una cifra di poco superiore alla base d’asta di 293.760 euro, ponendo fine a un percorso di vendita durato anni.

L’aggiudicazione, curata dall’avvocato Massimo Vanucci nell’ambito della liquidazione giudiziale, è ora definitiva, a patto che il saldo venga versato entro 120 giorni. L’acquirente, la cui identità non è stata ancora resa nota, si è aggiudicato un edificio di oltre mille metri quadrati su due piani, formalmente adibito a locale da ballo ma in stato di grave degrado. La perizia tecnica ha infatti evidenziato infiltrazioni, impianti non funzionanti e parti inagibili, fattori che hanno pesantemente inciso sulla difficoltà di vendita.

Il prezzo di aggiudicazione è il risultato di un drastico crollo del valore nel tempo. Basti pensare che nel luglio del 2025 la base d’asta era fissata a 459mila euro, scesa poi a 367.200 euro nell’ottobre dello stesso anno, fino all’offerta minima che ieri ha finalmente trovato un acquirente.

L’edificio porta con sé una storia complessa. Noto in passato per aver ospitato lo storico night club “La Perla”, la sua attività fu interrotta bruscamente nel 2013 a seguito di una confisca nell’ambito dell’indagine “Mirror”. Nel 2016, lo stabile conobbe una breve parentesi come “Yellow Factory”, uno spazio dedicato a iniziative culturali per giovani, ma l’esperienza si concluse in pochi anni lasciando la struttura all’abbandono. Da allora, l’ex locale è stato preda di vandalismi e ha subito anche un incendio nel 2019, rendendo necessari diversi interventi di messa in sicurezza.

Anche un ultimo tentativo del Comune nel 2022, che affidò a Geat un progetto di ripristino da oltre 75mila euro, non riuscì a garantire una riattivazione stabile, riportando il bene nel circuito delle aste giudiziarie. Con l’aggiudicazione di ieri si apre ora un nuovo capitolo: la città attende di scoprire quali saranno i progetti della nuova proprietà e se questi si allineeranno con le strategie di rigenerazione urbana per l’area.