L’amministrazione comunale di Riccione ha dato il via libera alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa che ridisegna dalle fondamenta il modello locale di gestione dell’immigrazione. Il documento, inquadrato all’interno del progetto sovracomunale coordinato dalla Prefettura di Rimini e finanziato con risorse europee del fondo Fami, punta a sostituire la tradizionale risposta emergenziale con un sistema organico e programmato.
Una rete di istituzioni e categorie produttive
L’accordo riunisce attorno a un unico tavolo operativo una pluralità di soggetti. Accanto al municipio riccionese figurano l’azienda sanitaria locale, l’ente previdenziale nazionale, l’organo di vigilanza sul lavoro e un ampio ventaglio di sigle associative e realtà del volontariato. La finalità comune consiste nel costruire un percorso strutturato che accompagni le persone accolte dalla fase iniziale di assistenza fino al raggiungimento di una piena autonomia.
Strumenti concreti e mediazione linguistica
Tra le misure previste spicca la redazione di un manuale operativo di buone pratiche destinato ai gestori delle strutture ricettive, pensato per uniformare gli standard qualitativi e garantire la massima trasparenza in ogni passaggio. Il protocollo prevede inoltre la creazione di un albo territoriale di mediatori culturali, professionisti ritenuti indispensabili per superare le barriere comunicative all’interno dei servizi pubblici e disinnescare possibili tensioni sociali.
Inserimento professionale e continuità progettuale
Grande attenzione viene riservata anche al capitolo occupazionale. Il documento promuove infatti percorsi mirati a far incontrare il fabbisogno di manodopera delle aziende del territorio con le competenze dei cittadini stranieri, nell’ottica di favorire un’integrazione fondata sulla dignità e sulla regolarità contrattuale.
L’iniziativa si affianca al rinnovo triennale del Sistema di accoglienza e integrazione per il periodo 2026-2028, che metterà a disposizione ventiquattro posti dedicati alla permanenza ordinaria. La giunta ha precisato che l’intera operazione non produrrà alcun aggravio sulle casse municipali, poggiando interamente su fondi ministeriali ed europei e sulla valorizzazione delle professionalità già attive sul territorio.












