Riccione, Villa Mussolini non cambia nome: il Sindaco Daniela Angelini frena sulla richiesta di EveryOne Group

Oggi la sindaca Daniela Angelini ha respinto ufficialmente la proposta di modificare la denominazione storica di Villa Mussolini. Rispondendo all’appello pubblico formulato da Roberto Malini, copresidente dell’organizzazione per i diritti umani EveryOne Group, la prima cittadina ha delineato in una missiva aperta la chiara posizione dell’amministrazione locale in merito al futuro dell’edificio.

Rilettura del passato e vocazione antifascista

Il vertice dell’amministrazione comunale ha spiegato che la priorità della giunta non consiste nel cancellare le tracce del passato, ma nel reinterpretare i luoghi conferendo loro nuovi significati. L’obiettivo è trasformare l’immobile in un baluardo di libertà e cultura, privandolo di qualsiasi ambiguità ideologica. A testimonianza dell’impegno democratico e antifascista di Riccione, la sindaca ha ricordato la delibera del maggio dello scorso anno, con cui il Consiglio Comunale ha revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e ad Aldo Oviglio. Secondo la prospettiva del Comune, un’eventuale ridenominazione della villa rischierebbe paradossalmente di produrre l’effetto contrario, tramutando il sito in un punto di ritrovo per nostalgici dell’estrema destra.

La precisazione sugli archivi catastali

La risposta istituzionale è intervenuta anche per smentire alcune ricostruzioni storiche emerse durante il dibattito. Basandosi sui documenti catastali, l’amministrazione ha chiarito che lo stabile attuale non corrisponde in alcun modo alla vecchia Pensione Margherita, un fabbricato demolito nel 1940 che si trovava lungo l’odierno viale Milano. La struttura oggetto della controversia, al contrario, fu edificata originariamente come Villa Beccadelli e assunse solo in seguito i nomi di Villa Monti e Villa Lilia.

Spazio alla cultura e alla memoria

Il processo di conversione culturale dell’edificio è già entrato nel vivo, come dimostrato dalle recenti iniziative che hanno celebrato icone internazionali del calibro di Frida Kahlo. Con la definitiva acquisizione del bene da parte del Comune, la destinazione d’uso rimarrà vincolata all’arte e alla socialità. In chiusura, la prima cittadina ha garantito la piena disponibilità dell’ente pubblico a supportare futuri progetti volti a onorare le vittime della Shoah e a mantenere vivo il ricordo della famiglia Matatia.