Rimini. Aeradria. Viaggio nell’aeroporto fallito: ”Sembra di stare in incubo”

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  • Aeradria-Aereo-Turisti_2Lo sgomento dei dipendenti: «Il nostro futuro appeso a un filo. Eppure lo scalo va
    LE HOSTESS vanno e vengono dal salone degli arrivi, coi cartelli in mano scritti in cirillico. Il bar pullula di russi che ordinano cappuccini a raffica, prima di salire sui pullman diretti in hotel. Sembra un giorno normale, al ‘Fellini’… Molti russi appena sbarcati a Miramare non immaginano nemmeno lontanamente che Aeradria è fallita. Che l’aeroporto, da martedì pomeriggio è in mano a un curatore fallimentare e ora rischia di perdere proprio i passeggeri che in questi anni hanno tenuto a galla non solo il ‘Fellini’, ma buona parte di tutta l’economia turistica della Riviera.
    NON E’ UN GIORNO 
    normale, quello dopo il verdetto dei giudici che hanno pronunciato una sentenza di morte per la società di gestione del ‘Fellini’, e te ne accorgi subito guardando le facce del personale dello scalo e delle agenzie che operano all’interno del ‘Fellini’. «Ho passato la notte insonne — racconta una delle addette al check-in — Ancora mi sembra di vivere in un incubo, invece è tutto vero. Ora non ci resta che aspettare. E capire. Perché il nostro futuro è appeso a un filo». Eppure i dipendenti ci provano, a far finta che sia un giorno normale. «Questa mattina (ieri per legge, ndr) alle 5 eravamo puntualmente qui, operative come sempre, ma con il groppo in gola», diconoMichela Marianna, addette alla biglietteria. Lavorano qui da anni, mai e poi mai avrebbero immaginato che Aeradria sarebbe fallita. «Ci hanno detto di restare tranquilli, e di continuare a lavorare serenamente perché l’aeroporto per ora non chiude e non chiuderà. Ma è impossibile restare tranquilli», attaccano un paio di facchini, mentre scaricano le valigie dei turisti russi arrivati con uno dei primi voli di ieri. «Quello che fa più rabbia — aggiungono altri due dipendenti del ‘Fellini’, Marco Pesaresi Claudia Foschi — è che questo aeroporto che funziona bene. Nonostante le difficoltà economiche, per la prossima stagione estiva c’erano ottime prospettive con tanti nuovi voli». «Vero, verissimo — gli fa eco Luca Cardelli, addetto alla programmazione dei voli — Avevamo praticamente già pronti per l’estate nuovi collegamenti dalla Germania e dal Nord Europa con la German wings, con la Air Berlin e con molte altre compagnie, oltre a nuove offerte dai russi. Ora è tutto a rischio». Così come sono a rischio anche gli attuali contratti coi vettori russi. «Sappiamo bene — dicono in coro i dipendenti dell’aeroporto — che altri aeroporti, da Bologna ad Ancona, sono già al lavoro per prendersi i voli di Rimini…».
    E’ UNO dei pericoli concreti, come quello di non avere più risorse per mandare avanti l’attività. Solo le spese legali e procedurali costano 2,5 milioni e mezzo di euro. Santini assicura che il ‘Fellini’ ha in cassa denaro sufficiente, ma tra gli addetti dello scalo si mormora già di difficoltà dei pagamenti ai fornitori e dei prossimi stipendi. Il personale ne ha anche per gli amministratori, colpevoli di non aver vigilato abbastanza sulla passata gestione di Aeradria, permettendo questo disastro. «Scusi presidente — attacca Cardelli, rivolto a Vitali — ma nel cda di Aeradria, nelle varie assemblee dei soci, i rappresentanti della Provincia, del Comune dov’erano? Chi ha avvallato certe scelte che hanno portato a questo disastro?». «Ora è troppo tardi, la frittata è fatta — concludono Cardelli, Pesaresi e gli altri — I giudici si sono presi una bella responsabilità, nei confronti nostri e di tutta Rimini».