Rimini. Agente di Polizia Locale arrestato nuovamente per concussione. A processo

Il 16 aprile si aprirà il processo con rito abbreviato per un agente di polizia locale di 53 anni, accusato di concussione. Attualmente, l’uomo, che lavora per l’Unione dei Comuni della Valmarecchia, è tornato agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico dopo aver violato il divieto di avvicinarsi alle vittime, titolari di attività commerciali. Le accuse sostengono che il pubblico ufficiale avrebbe richiesto somme di denaro per evitare controlli amministrativi, creando un clima di intimidazione.

Secondo le denunce, l’agente avrebbe minacciato uno dei commercianti con un gesto che simulava il taglio della gola. L’imputato ha respinto le accuse, affermando di passare per caso davanti all’attività commerciale e negando di aver compiuto gesti minacciosi.

La situazione si complica per l’agente, che era stato reintegrato a lavoro in un altro comune. Le indagini, condotte dalla polizia, hanno portato all’acquisizione di filmati di sorveglianza che lo mostrerebbero in divisa e in servizio durante alcuni degli episodi contestati. A seguito di una perquisizione, sono stati sequestrati circa 16mila euro dal suo conto corrente, considerati proventi del reato. Le accuse comprendono sette episodi di concussione, di cui tre già consumati, con l’agente che avrebbe fatto leva sulla possibilità di sanzioni amministrative per estorcere denaro. La sua difesa è attesa a presentare una memoria sulla provenienza delle somme contestate.