Rimini, allarme energia: stangata da 480 euro a famiglia. Federconsumatori: “Prezzi insostenibili”

In un comunicato diffuso in data odierna da Federconsumatori Rimini, l’associazione lancia un grido d’allarme sulle pesanti ricadute economiche provocate dalle recenti tensioni in Medio Oriente. Secondo le stime dell’Osservatorio, le famiglie si apprestano ad affrontare rincari drammatici in bolletta: il costo annuo potrebbe lievitare di 359 euro per il gas e di altri 122 euro per l’energia elettrica, per un totale che sfiora i 481 euro di aggravio a utenza.

L’escalation del conflitto e la chiusura dello stretto di Hormuz hanno già prodotto effetti immediati sui mercati internazionali. Ad Amsterdam, le quotazioni del gas hanno registrato un incremento superiore al 39%, raggiungendo quota 58,39 euro al megawattora, con picchi che hanno oltrepassato i 63 euro. Federconsumatori evidenzia come, in mancanza di un effettivo disaccoppiamento tra i prezzi di elettricità e gas, l’impennata del metano stia trascinando verso l’alto anche le tariffe elettriche.

La situazione appare particolarmente critica per il territorio locale. I cittadini riminesi hanno già subito negli ultimi cinque anni un aumento dei costi energetici pari al 40,6%. A questo scenario si aggiunge il rincaro dei carburanti, che secondo i calcoli dell’associazione peserà per ulteriori 120 euro annui sulle tasche dei consumatori. L’associazione punta il dito contro l’assenza di interventi determinati da parte del Governo nazionale di fronte a quello che viene definito lo spettro della bolla dei prezzi già vista nel biennio 2022-2023.

“Un nuovo rialzo delle bollette e dei prezzi sarebbe in questa fase insostenibile per molti, a causa della forte perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni dovuta all’inflazione accumulata”, si legge nella nota di Federconsumatori Rimini. L’organizzazione chiede all’Esecutivo di correre ai ripari con urgenza, proponendo di innalzare temporaneamente la soglia Isee per l’accesso ai bonus sociali fino a 25.000 euro, così da includere anche le fasce di reddito medio attualmente escluse dai sostegni.

Tra le richieste avanzate dall’associazione figura anche l’apertura immediata di un tavolo di confronto con le parti sociali e i rappresentanti dei consumatori. L’obiettivo è adottare misure rapide e incisive per evitare che le fasce popolari più deboli debbano pagare ancora una volta il prezzo di dinamiche geopolitiche internazionali. “Il Governo deve imparare dagli errori del passato e ascoltare le esigenze delle famiglie prima che la situazione diventi irreversibile”, conclude il comunicato.