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  • Rimini. Caro Diario, è il momento di un nuovo patto sociale per questa città…di Stefano Benaglia

    Caro Diario, questa stagione politica, lunga 14 anni ha senza dubbio segnato la città nel bene e nel male, con uno salto in avanti importante sotto tanti punti di vista, ma oggi paghiamo il conto di un mondo fatto di render, suggestioni, miraggi.

    In ordine sparso: la passerella sull’acqua non più usabile per i costi troppo elevati, il museo Fellini che è ben al disotto delle aspettative con per cui è stato creato, il Novelli in abbandono, micro e macro criminalità, i lungomari senza manutenzione per i costi troppo alti, la promo-commercializzazione che non decolla a causa di un’offerta turistica fuori dal tempo, il PSBO senza una data di fine, un piano spiaggia che vive in un limbo di applicazione, l’assenza di un piano per la casa, il ritardo nella costruzione di uno strumento urbanistico con i vecchi comparti che tengono in scacco la città, una rappresentanza politica che non trova un dialogo con le istituzioni, complice la boriosità di alcuni interpreti e la promessa dei forum urbani che non vede una data di applicazione.

    Credo che l’errore più grande sia stato il voler cancellare il dialogo con i cittadini, oggi ridotti a spettatori di un teatrino e rassegnati alla logica autoreferenziale di chi li governa. Ben inteso che non tutti i mali partono da Rimini ma sono dirette e devastanti conseguenze della globalizzazione, posso però affermare con una certa sicurezza che nella nostra città è stato applicato al meglio il modello della peggior sinistra possibile, lo stesso modello che ha portato alla vittoria delle destre in tutto il mondo. Questa classe dirigente si è concentrata nella difesa di una classe elitaria, creando benessere solo agli amici, accettando consulenze da aziende a cui sono stati rilasciati permessi per costruire, privilegiando zone di città dove erano presenti interessi privati personalistici, promettendo case e spiagge in cambio di consenso elettorale, facendo liste finto-civiche zeppe di compromessi, vendendo ai cittadini scadenti ciclabili alla Friburgo, murales berlinesi e in un ultimo mercati ittici alla Tokyo. Ma sa vut Tokyo, direbbero al bar.

    Quindi mi chiederai Caro Diario, fa tutto schifo? No, non fa tutto schifo. Il sistema sano e produttivo di questa città ha sfornato efficaci soluzioni alla crisi del nostro sistema politico, che ha permesso di reggere l’impatto di questa situazione complicata. La solidarietà, la buona imprenditoria, le iniziative comunitarie, i comitati e le associazioni hanno sopperito alle mancanze della politica ma richiedono una considerazione maggiore da parte delle istituzioni.

    Caro Diario è il momento di ritrovare un’identità come città e soprattutto riscoprire una politica che sia attenta all’economia e alla difesa del territorio, con politiche sulla casa e sul lavoro, rifacendo nostre le battaglie sulla sicurezza delle nostre periferie e non solo del centro storico. Parlare della vita di chi ha poco o niente ma vuole vivere nel rispetto della comunità. 

    È il momento di un nuovo patto sociale per questa città, per ristabilire il contatto con la realtà, per togliere il velo di ipocrisia che governa i piccoli centri di potere diffuso, spesso uninominali e personalistici, che faccia rinascere la partecipazione delle persone alla vita democratica della propria città e offra protezione e supporto reale alla parte sana della nostra imprenditoria.

    Se non ora, quando? 

    Stefano Benaglia