TRADITI dal certificato. Nei guai è finita una banda di cinesi, ma ulteriori sviluppi potrebbero arrivare nei prossimi giorni con denunce in tutta Italia. Un attestato, con tanto di timbri e firme di un istituto privato della provincia di Napoli, parlava chiaro: la signora, di nazionalità cinese ma da tempo trasferitasi a Rimini, aveva seguito un corso d’italiano presso la loro scuola ed aveva conseguito il livello A2. Per i parametri europei, insomma, la donna «riesce a fornire informazioni su argomenti familiari e comuni con termini elementari». Tutto nella norma e quanto basta però per uno straniero per poter richiedere e ottenere il permesso di soggiorno in Italia. Ma quando la cinese si è presentata all’Ufficio immigrazione della Questura per chiedere il rilascio del tanto sospirato documento per restare in Italia, gli agenti sono sobbalzati sulla sedia. La donna, infatti, non era in grado di dire una sola parola d’italiano, neanche una di quelle frasi elementari che, secondo il suo attestato, avrebbe dovuto padroneggiare.
LA CINESE non sapeva proprio esprimersi se non nella sua lingua madre. E così la Polizia ha voluto vederci chiaro e ha iniziato le sue indagini. Per prima cosa gli agenti hanno scoperto che la signora il giorno in cui avrebbe dovuto sostenere l’esame di italiano a Napoli, era in realtà al lavoro a Rimini. Messa con le spalle al muro, la donna ha dovuto confessare di aver acquistato il certificato, dopo aver pagato 500 euro, a un suo connazionale residente a Prato che lei stessa aveva contattato tramite il web. Le indagini, coordinate così dalla Procura di Rimini, si sono spostate a Prato e a Napoli, sede della scuola. Le perquisizioni compiute nell’abitazione del cinese residente in Toscana e nella scuola privata partenopea, hanno permesso di sequestrare decine e decine di iscrizioni all’esame di italiano, intestati ad altrettanti cittadini stranieri oltre a sequestrare più di duemila euro in contanti, probabile provento dell’attività illecita, vari pc portatili e un cellulare sul quale sono state trovate numerose foto di documenti di cittadini cinesi. In un negozio vicino sono stati trovati anche altri attestati in originale di conseguimento del livello A2 di lingua italiana. Ma le indagini non sono ancora terminate: nei prossimi giorni ci potrebbero essere ulteriori sviluppi con una raffica di denunce.
Il Resto del Carlino