Rimini, 28 gennaio 2026 – Il Comitato per la Tutela della Vecchia Piscina Comunale di Rimini ribadisce con chiarezza la propria posizione.
La realizzazione della nuova piscina è una scelta positiva e necessaria, rafforza l’offerta sportiva e sociale della città e risponde alla crescente domanda. Inoltre, è in linea con quanto avviene in altre realtà urbane del territorio regionale. Su questo punto non vi è alcuna contrapposizione con l’Amministrazione comunale.
In merito alle attività rivolte alle persone con disabilità, si riconoscono le caratteristiche di accessibilità e inclusività progettuale del nuovo impianto.
Tuttavia, si segnalano alcune criticità operative legate alle modalità di utilizzo previste dal bando di gestione: in particolare, come scritto nel piano di utilizzo, le vasche a profondità ridotta sono utilizzabili esclusivamente dal gestore, concentrando così le attività inclusive delle associazioni nella vasca principale, profonda 2 metri. Una configurazione che, secondo le associazioni, rende impossibile lo svolgimento di specifiche attività che richiedono fondali meno profondi e spazi dedicati.
Il punto centrale però è la richiesta di mantenere aperta la piscina del Flaminio, affinché Rimini possa disporre di almeno due impianti natatori, distribuiti in modo equilibrato sul territorio e adeguati a un bacino di utenza ampio e diversificato.
Restano tutte le questioni di carattere territoriale e sociale: se la piscina di Viserba dovesse diventare l’unico impianto comunale, la sua collocazione nella zona nord della città garantirebbe un’accessibilità realmente inclusiva per l’intero bacino urbano?
E, in un confronto con altri capoluoghi dell’Emilia-Romagna che dispongono di più strutture, la scelta di ridurre la dotazione cittadina a un solo impianto risponderebbe adeguatamente ai bisogni della comunità?
La risposta del Comune valorizza la nuova struttura e il Comitato ne riconosce pienamente il merito, ma le questioni poste riguardano profili di carattere sociale, territoriale e gestionale, che non possono essere considerati marginali e tantomeno fuorvianti.
Il Comitato cerca un confronto costruttivo e basato su dati tecnici e sociali, auspica il coinvolgimento dei livelli politici e amministrativi per valutare nel merito le proposte di riqualificazione e mantenimento dell’impianto del Flaminio.
Nel frattempo, chiediamo di non fissare date di chiusura per la piscina storica fino a quando non saranno fornite risposte chiare e articolate alla collettività sul futuro di un presidio pubblico che da decenni svolge un ruolo centrale nella vita sportiva e sociale di Rimini.
L’obiettivo resta una visione integrata, in cui la nuova piscina di Viserba rappresenti un valore aggiunto per la città, senza che ciò comporti la perdita dell’unico altro impianto comunale attualmente operativo.
Comitato per la Tutela della Vecchia Piscina Comunale di Rimini
(in rappresentanza dei 1.300 firmatari)











