Il dialogo tra Oriente e Occidente, tra lo sguardo interiore e la materia, trova casa nel cuore congressuale della Riviera. Da sabato prossimo, 24 gennaio, lo Spazio Convivio del Palacongressi di Rimini ospitera’ “Confini mobili”, la nuova esposizione del ciclo PERLarte che vede protagoniste le opere di Paola Amati e Clarita Kuo. L’iniziativa, annunciata in una nota da Italian Exhibition Group (IEG), conferma la volonta’ di trasformare la struttura di via della Fiera in un luogo di contaminazione culturale, aperto non solo ai professionisti dei meeting ma all’intera cittadinanza.
La mostra, curata da Matteo Sormani di Art preview/Augeo Art Space, verra’ inaugurata sabato alle 17.30 e restera’ visitabile fino al 31 maggio 2026. L’obiettivo del progetto, nato nel 2020, e’ creare un ponte tra l’arte locale e il flusso internazionale di visitatori che attraversa la citta’. “Il successo delle mostre di PERLarte somma l’interesse dei cittadini e degli ospiti che, frequentando il Palacongressi, volentieri ricavano tempo per una parentesi di conoscenza dell’arte”, spiega Fabio De Santis, direttore della divisione Event & Conference di IEG. “Dedichiamo questi spazi ad artisti locali e cio’ arricchisce l’esperienza in citta’ degli ospiti”.
Il percorso espositivo si snoda attraverso due sensibilita’ distinte ma complementari. Da una parte c’e’ la ricerca di Paola Amati, che dopo un passato nella moda e nel design d’interni con brand come Moschino, ha focalizzato la sua attenzione sulla pittura a olio. Al centro della sua poetica c’e’ il volto umano e, in particolare, gli occhi. “Ogni tela e’ la mia personale interpretazione del reale, un ponte tra cio’ che si vede e cio’ che vibra sotto la superficie”, racconta l’artista. “Gli occhi per me sono una soglia: illuminano il mistero custodito nell’anima e rivelano cio’ che non sempre riusciamo a dire a parole”.
Dall’altra parte emerge il mondo di Clarita Kuo, originaria di Taiwan ma riminese d’adozione da oltre un decennio. La sua arte e’ una sintesi armoniosa tra due culture, influenzata da una famiglia di artigiani d’eccellenza. “Ho ereditato da mio padre, maestro artigiano di interni per yacht, un acuto senso delle texture, e da mia madre, abile sarta, l’arte dello studio accurato”, confida la Kuo, che cita tra le sue ispirazioni Zao Wou-Ki, il “Picasso cinese”. Le sue tele fondono la meticolosita’ orientale con la tradizione occidentale, trattando ogni dipinto “come se fosse un capo di alta moda”.
L’ingresso alla mostra e’ libero, ma richiede la prenotazione tramite la segreteria del Palacongressi (0541.711500 o [email protected]). Con “Confini mobili”, IEG prosegue un cammino che ha gia’ visto esporre nomi come Maria Luisa Tadei, Luca Giovagnoli e Davide Frisoni, ribadendo il ruolo dell’arte come veicolo di valorizzazione territoriale.













