Rimini. Fallisce la società del Paradiso: va all’asta il simbolo della notte

maxresdefaultQuanto costa un posto in Paradiso? Il prezzo lo dovranno stabilire ora il giudice e il curatore nominato dal Tribunale, dopo che l’altro ieri è stata dichiarata fallita la Covignano 260 srl…
Dietro al nome, si nasconde la società a responsabilità che detiene, da anni, la proprietà dell’immobile della storica discoteca sulla collina di Covignano, chiusa definitivamene da cinque anni dopo i vari tentativi di rilancio.
Il Tribunale di Rimini ha affidato al commercialista Lorenzo Casali la procedura di fallimento, fissando il 20 gennaio 2017 come termine ultimo, per i creditori, per farsi avanti. Il commercialista ha appena preso in mano la pratica, ma il destino è già praticamente segnato. Il Paradiso finirà in vendita: nel giro di qualche mese andrà sicuramente all’asta, se prima non si troverà un compratore disposto a fare un’offerta che il Tribunale riterrà congrua. In tutti questi anni l’amministratore della Covignano 260 srl ha tentato di vendere il locale, ma senza riuscire a trovare acquirenti realmente interessati. Anche perché nel frattempo le condizioni del Paradiso, chiuso dal 2011 dopo l’ultima gestione affidata a Galli e Bevitori (i gestori dell’Altromondo), sono andate via via peggiorando sempre di più, fino a far diventare irriconoscibile il locale. Il tetto è praticamente sfondato, gli arredi interni sono stati saccheggiati da sbandati e ladri, molte vetrate sono state divelte e (come segnalano diversi residenti della zona) non è raro che il locale venga utilizzato come rifugio da senzatetto e balordi. Una situazione che ha fatto crollare il valore del locale. Per rimetterlo in sesto serve almeno un milione di euro, forse di più. Comprarlo, insomma, sarebbe solo una parte dell’investimento…
Ora che la società è fallita, la situazione però potrebbe finalmente sbloccarsi. Perché se il Paradiso è finito all’inferno, in questi anni, è stato anche a causa dei vari contenziosi sulla proprietà dell’immobile. Uno su tutti: la causa intentata e poi vinta dai fratelli Massimo e Roberto Buffagni, che nel 2001 presero in gestione il Paradiso dalle mani di Gianni Fabbri. I Buffagni (attuali gestori della Villa delle Rose e del Peter Pan) avevano fatto un accordo con il commercialista riminese Emanuele Soleri per acquistare entro un certo periodo l’immobile. Come noto, l’accordo saltò e i Buffagni decisero di trascinare in tribunale il professionista, accusandolo di truffa. Dopo lacondanna (confermata nei mesi scorsi anche dalla Cassazione) le quote che Soleri deteneva nella società Covignano 260 srl sono finite sotto sequestro. E nel frattempo la Covignano 260, con un mutuo acceso in passato per poter acquistare il locale, ma senza più poter contare su alcun introito dall’affitto della discoteca, ha cominciato ad accumulare debiti.
IL TRISTE epilogo l’ha scritto lunedì il Tribunale, con la sentenza di fallimento per la società. Difficile stabilire quanto possa valere ora il Paradiso. Ancora più difficile capire se qualcuno si farà avanti per comprarlo e riaprire la storica discoteca, visto che il mondo della notte non sta vivendo certo un periodo dell’oro. Proprio l’anno prossimo il Paradiso, che fu inaugurato come dancing nel 1957 da Tini Mirti Fabbri (la madre di Gianni), avrebbe compiuto 60 anni… Un compleanno che l’ex tempio della notte riminese festeggerà in Tribunale. Il Resto del Carlino