Gli albergatori di Rimini hanno adottato una strategia per contrastare i clienti che sistematicamente non pagano i soggiorni negli hotel, ideando una vera e propria black list per segnalare i “furbetti” del pagherò. L’iniziativa è stata sottolineata da Patrizia Rinaldis, presidente dell’Associazione Albergatori Rimini, a seguito della recente condanna di un uomo di lusso che aveva truffato più volte strutture del Nord Italia.
Secondo Rinaldis, in passato questi episodi erano più frequenti. Con il tempo, però, gli albergatori si sono organizzati, annotando nomi e cognomi dei clienti sospetti e condividendoli con colleghi. Il risultato è stato un progressivo calo dei casi gravi: dai conti non saldati di migliaia di euro si è passati, nell’arco di otto anni, a perdite molto più contenute.
La black list è nata nel 2017, quando le truffe erano più ricorrenti. In breve tempo, tra gli associati e altri operatori del settore, sono stati inseriti circa 25-30 nominativi di clienti che avevano causato danni nella zona, prevalentemente italiani ma con qualche straniero proveniente dall’Est Europa. Oggi, i nomi registrati si sono ridotti a sette, a testimonianza dell’efficacia delle contromisure adottate.
Le precauzioni degli albergatori si basano sull’esperienza e sull’intuito acquisito negli anni. Rinaldis spiega che, quando un cliente appare sospetto, sia esso un finto turista o un improvvisato operatore fieristico, viene richiesto il pagamento anticipato. L’uso di sistemi online e portali di prenotazione ha inoltre reso più sicuro il processo di pagamento, sebbene alcune truffe continuino a verificarsi.
Un caso recente riguarda un 47enne napoletano condannato dal tribunale di Bolzano per aver soggiornato senza pagare in hotel di lusso del Nord Italia, accumulando circa 6.000 euro di debiti. A Rimini, le cifre in gioco sono inferiori, spesso comprese tra 300 e 400 euro, ma i metodi dei truffatori restano ingegnosi: finti manager in giacca e cravatta che svaniscono lasciando il conto scoperto.
Rinaldis ricorda anche un episodio della sua carriera: un uomo elegante, che si era presentato come nipote di un cardinale, sparì senza pagare. Fortunatamente, la segnalazione alla rete di colleghi permise di evitare ulteriori truffe. In generale, le perdite lievi non vengono denunciate, poiché i costi e i tempi della procedura superano spesso l’importo perso.











