La città romagnola si prepara ad accogliere un numero sempre maggiore di cittadini nei prossimi due decenni, andando in netta opposizione rispetto al calo demografico registrato in numerose altre province. È quanto emerge dal nuovo report previsionale aggiornato al 2045 e diffuso nella giornata di oggi dall’ente regionale, un documento che certifica una tenuta strutturale del territorio locale, sostenuta in modo determinante dai flussi migratori in entrata.
Allargando lo sguardo all’intera Emilia-Romagna, le stime istituzionali indicano un incremento abitativo complessivo del tre per cento. La popolazione totale è destinata infatti a passare dagli attuali quattro milioni e quattrocentosessantaduemila a circa quattro milioni e seicentomila individui. Questo dato positivo cela tuttavia un profondo mutamento anagrafico legato a una natalità estremamente bassa, ferma a un tasso di 1,19 figli per donna. Le fasce d’età più avanzate subiranno un’impennata, con gli ultra sessantaquattrenni che arriveranno a toccare quota 1,4 milioni, portando l’età media a sfiorare i quarantanove anni e innalzando drasticamente l’indice di dipendenza degli anziani dalla forza lavoro attiva.
All’interno di questo scenario caratterizzato da un progressivo invecchiamento, la provincia riminese spicca per la sua notevole resilienza. Pur condividendo la fisiologica flessione delle nascite, l’area locale riesce a bilanciare ampiamente il deficit grazie a una forte capacità di attrarre nuovi residenti su scala nazionale, compresa una buona percentuale di giovani. Le statistiche comunali di base fotografano infatti una comunità solida di oltre centocinquantamila abitanti, trainata da un saldo migratorio positivo pari a 681 unità.
Commentando i dati odierni, l’assessore Anna Montini ha evidenziato come le cifre elaborate a Bologna ricalchino perfettamente le stime municipali, le quali prevedono un aumento della popolazione superiore al quattro per cento entro il 2042. L’esponente dell’amministrazione ha precisato che tale sviluppo non rappresenta un fenomeno passeggero, ma si configura come un trend consolidato frutto dell’elevata qualità della vita e della generale attrattività del territorio.
Guardando alle sfide future, l’assessore ha posto l’accento sulla necessità di farsi trovare pronti di fronte ai mutamenti generazionali. Considerando che entro il 2042 gli anziani rappresenteranno oltre il trentadue per cento della cittadinanza riminese, l’ente locale ritiene indispensabile muoversi con largo anticipo. Le priorità indicate per i prossimi anni riguarderanno un forte investimento nei servizi di welfare e una profonda riflessione sulle politiche abitative e sulla qualità del lavoro, fattori ritenuti ormai essenziali per gestire in modo sostenibile i nuovi insediamenti abitativi.













