Le indagini condotte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Rimini, sotto la supervisione della Procura della Repubblica, continuano a far luce sugli eventi che hanno sconvolto la notte di Capodanno a Villa Verucchio. Durante il festeggiamento, il 31 dicembre, un cittadino egiziano di 23 anni, Muhammad Sitta, ha aggredito con un coltello quattro persone presenti nel centro della frazione, prima di essere individuato e affrontato dal Comandante della Stazione dei Carabinieri, che ha risposto con colpi d’arma da fuoco, colpendo mortalmente il giovane.
L’autopsia effettuata il 2 gennaio presso l’Ospedale Infermi di Rimini ha fornito preliminari dettagli sulla sparatoria, rivelando che il giovane ha ricevuto cinque colpi, con un impatto alla spalla destra e altri nella zona del torace e della testa. Sono stati inoltre identificati due lividi compatibili con colpi di avvertimento sparati a terra dal Comandante durante l’intervento.
Le indagini hanno anche permesso di analizzare le registrazioni video dei momenti di panico, evidenziando che prima dell’aggressione, Sitta ha pronunciato una professione di fede islamica. I Carabinieri hanno dichiarato che al momento non sono emersi legami del giovane con ambienti radicalizzati, mantenendo aperte tutte le possibilità riguardo alle motivazioni che hanno portato al gesto, incluse eventuali condizioni psichiche. L’analisi continua, con esperti balistici e medici legali coinvolti per chiarire ulteriormente la complessa situazione.