“L’Otto sempre”, un mese intero – marzo – dedicato a incontri e riflessioni in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna. Il programma è stato presentato questa mattina dalla vicesindaca con delega alle politiche di genere del Comune di Rimini, Chiara Bellini, insieme ad una rappresentanza di Rete Donne Rimini e delle associazioni che partecipano all’organizzazione del programma.
La conferenza stampa è stata anche l’occasione per presentare i dati più recenti sugli sportelli di consulenza e una lettura aggiornata della presenza femminile in città, offrendo un quadro completo delle dinamiche sociali che fanno da sfondo al programma.
Andamento degli sportelli di consulenza: cresce la domanda di supporto psicologico
L’analisi dei dati degli sportelli comunali nel triennio 2023–2025 mostra un quadro stabile per le consulenze giuridico?amministrative, mentre continua a crescere in modo significativo la richiesta di supporto psicologico. Una tendenza che conferma l’importanza dei servizi di ascolto e accompagnamento nei percorsi di tutela e autonomia.
Appuntamenti agli sportelli (2023–2025)
Anno Sportelli legale e commercialistico Sportello psicologico
2023 64 196
2024 49 263
2025 58 281
Il dato più rilevante riguarda lo sportello psicologico, che registra una crescita costante: dai 196 appuntamenti del 2023 si passa ai 263 del 2024, fino ai 281 del 2025. Un aumento che riflette una maggiore propensione a chiedere aiuto e una crescente consapevolezza del ruolo del supporto psicologico nei percorsi di uscita dalla violenza.
Gli sportelli legale e commercialistico mostrano numeri più contenuti ma sostanzialmente stabili, con oscillazioni fisiologiche legate alla natura delle consulenze richieste. La loro funzione rimane complementare, soprattutto per l’orientamento nei passaggi burocratici e nella tutela dei diritti.
Nel complesso, i dati confermano un sistema di sportelli che intercetta bisogni diversi e in evoluzione, con una crescita marcata delle richieste di sostegno psicologico, oggi sempre più centrale nei percorsi di protezione e autonomia.
La popolazione femminile a Rimini: una presenza stabile, longeva e sempre più centrale nella vita della città
La struttura demografica di Rimini conferma una presenza femminile solida e leggermente superiore alla media nazionale. Le donne residenti sono 77.958, pari al 51,88% della popolazione, un valore più alto rispetto al dato italiano (51,2%). Il rapporto tra i generi è equilibrato ma con una lieve prevalenza femminile: 108 donne ogni 100 uomini, contro le 105 della media nazionale. Nell’arco dell’ultimo decennio la componente femminile è rimasta stabile, con un incremento dello 0,25%, mentre quella maschile ha registrato una crescita più marcata (+1,63%).
L’analisi per età evidenzia un tratto caratteristico delle città italiane mature: la maggiore longevità femminile. A Rimini la speranza di vita delle donne raggiunge 84,65 anni, quasi cinque in più rispetto agli uomini. Nella fascia degli over 65 la presenza femminile supera quella maschile di oltre 5.400 unità, e tra i centenari le donne rappresentano quasi l’80% del totale (43 contro 12). L’età media delle donne è 46,68 anni, leggermente inferiore alla media nazionale, mentre nelle fasce più giovani (15-34 anni) prevale la componente maschile. Il tema della natalità riflette una tendenza ormai consolidata a livello nazionale. Nel 2025 il tasso riminese è pari a 5,28 nati ogni mille abitanti. La distribuzione dei nascituri resta equilibrata: il 49,06% femmine e il 50,94% maschi.
Un contributo significativo alla vitalità demografica arriva dalla componente straniera, che rappresenta una parte strutturale della popolazione femminile. Le donne di cittadinanza non italiana sono 10.752, pari al 13,79% del totale femminile, una quota superiore alla media nazionale (9%). Le comunità più numerose sono quella ucraina (2.264), rumena (1.770) e albanese (1.353). Le donne straniere si concentrano soprattutto nelle fasce centrali della vita attiva, con un picco tra i 40 e i 44 anni. Nel 2025 il saldo migratorio femminile è positivo, con 2.254 ingressi e 1.920 uscite.
Lo stato civile restituisce un quadro articolato delle dinamiche sociali. Le donne coniugate sono 30.073, mentre tra i divorziati la componente femminile rappresenta il 59,7%, segno di percorsi familiari e relazionali diversificati. La maggiore longevità femminile si riflette nel numero delle vedove, 8.088, pari all’80,5% del totale dei vedovi. Un dato che si collega anche alla vita quotidiana: il 68,4% degli anziani che vivono soli è donna, un elemento che orienta le politiche di sostegno e prossimità. Tra le donne nubili si contano 29.800 residenti, mentre nelle unioni civili la presenza femminile è pari al 34,4%. Il quadro complessivo ci indica una città in cui la componente femminile svolge un ruolo centrale, sia nella struttura demografica sia nelle dinamiche sociali. Le sfide principali riguardano il calo della natalità, l’invecchiamento della popolazione e la crescente domanda di servizi dedicati alla terza età, mentre la componente straniera contribuisce in modo significativo alla vitalità delle fasce lavorative. Una curiosità: il nome femminile più diffuso in città resta Maria, con 1.330 occorrenze.
«Ottant’anni fa – ha ricordato la vicesindaca Chiara Bellini – le donne italiane votarono per la prima volta. Da quel gesto nacquero le Madri Costituenti, protagoniste silenziose ma decisive della nostra Repubblica. A loro è dedicato l’omaggio grafico del manifesto e dei materiali di questa edizione. La loro eredità ci ricorda che la parità non è un traguardo raggiunto una volta per tutte, ma un impegno quotidiano che attraversa il lavoro, la formazione, la cura e la libertà di scegliere. Rimini porta avanti questo percorso insieme alla Rete Donne e a una comunità di associazioni, di donne – e di uomini – competente e attiva, che tiene aperto il fronte dei diritti concreti, non solo dichiarati. Una presenza, quella femminile, che i dati confermano sempre più centrale nella vita della città: non solo nella demografia, ma anche nell’economia, nella cultura, nella cura, nelle professioni. C’è ancora molto da fare, e questo programma serve anche a ricordarcelo e a spingerci a superare ciò che ancora manca.»
Comune di Rimini












