Rimini, lupi vicino alle case e stragi negli allevamenti: vertice d’urgenza con i sindaci

L’escalation di avvistamenti e i sempre più frequenti episodi di predazione hanno reso non più rinviabile un confronto istituzionale sul tema della fauna selvatica. È stato fissato per il prossimo 30 gennaio un summit che vedrà allo stesso tavolo i sindaci della provincia di Rimini e l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi. L’obiettivo dell’incontro, organizzato in collaborazione con il presidente della Provincia Jamil Sadegholvaad, è definire una linea d’azione comune per mitigare l’impatto della presenza del lupo sia sulla cittadinanza che sulle attività economiche del territorio.

La convocazione arriva a seguito di un pressing istituzionale esercitato dallo stesso Sadegholvaad che, tra ottobre e dicembre scorsi, aveva più volte sollecitato la Regione Emilia-Romagna ad aprire un tavolo di crisi. Nella comunicazione inviata a Bologna, il presidente della Provincia ha tracciato un quadro preoccupante: le segnalazioni sono in costante crescita e coprono ormai l’intero territorio provinciale, con la presenza di lupi rilevata non solo nelle aree boschive, ma sempre più spesso a ridosso o addirittura all’interno dei centri abitati.

Il punto focale della questione riguarda la difficile convivenza con il comparto zootecnico. Sadegholvaad ha evidenziato come le associazioni di categoria stiano denunciando continue predazioni di animali da reddito, colpendo un settore produttivo e occupazionale già alle prese con un periodo complesso. A questo scenario si aggiunge un fenomeno che sta destando particolare allarme sociale: l’aumento di attacchi rivolti ad animali d’affezione, come cani e gatti, avvenuti anche nelle zone di pianura.

Pur riconoscendo il valore del lupo come indicatore di biodiversità e ricchezza naturale, l’amministrazione provinciale sottolinea la necessità di risolvere i conflitti generati dalla convivenza con l’uomo, che comportano danni economici ed emotivi non più trascurabili. La richiesta che verrà portata al tavolo del 30 gennaio è chiara: servono strategie aggiornate che tengano conto dell’evoluzione del fenomeno negli ultimi anni e azioni concrete per tutelare le aziende agricole e rassicurare la popolazione.