«Cercasi segretaria per il poliambulatorio Valturio». Questo l’annuncio comparso alcuni giorni fa sul gruppo Facebook ‘Cerco Offro Lavoro Rimini’, che vanta oltre 27mila iscritti. L’offerta ha subito fatto gola a decine di ragazze alla ricerca di un impiego sicuro. Una volta contattato in privato l’inserzionista, tuttavia, è arrivata la sorpresa. Le malcapitate, infatti, si sono viste avanzare delle richieste sessuali piuttosto esplicite. Risultato: raffica di proteste, tanto sulle pagine dei social network quanto al telefono del poliambulatorio. Tanto che ieri l’amministratore unico del ‘Valturio’, Stefano Santucci, è intervenuta per chiarire la situazione e prendere le distanze dall’episodio.
«Nei giorni scorsi – dice Santucci – sono stato informato che un utente aveva condiviso su Facebook un post in cui, millantando legami inesistenti con la nostra società, offriva un lavoro da segretaria presso il poliambulatorio, chiedendo poi di essere contattato in privato. In seguito sono stato raggiunto da decine di segnalazioni di persone, tutte donne, che mi hanno raccontato di aver ricevuto esplicite richieste di sesso come contropartita all’eventuale assunzione. Le segnalazioni erano accompagnate da immagini delle conversazioni con l’utente. Quest’ultimo prometteva alle proprie vittime stipendi del tutto spropositati, esigendo in cambio dei rapporti di natura sessuale». «Ovviamente – spiega Santucci – è inutile dire che il poliambulatorio non c’entra nulla con questo signore, che a nostro avviso ha anche utilizzato un profilo falso. Ho subito inviato segnalazione di blocco allo staff di Facebook, ma mi risulta che l’utente sia ancora attivo. Ho inoltre scritto alla Polizia postale per sapere se sia eventualmente possibile sporgere una denuncia. Approfittare di persone economicamente deboli per estorcere loro prestazioni sessuali mi sembra ignominioso e tutto ciò è aggravato dal fatto di aver utilizzato come esca la nostra struttura, che ha una reputazione limpida e specchiata». Santucci non nasconde la sua rabbia. «Ringrazio per il sostegno e la solidarietà dimostrata con le puntuali segnalazioni che abbiamo ricevuto. Dispiace essere stati anche solo per un attimo associati a questo individuo, che si serve di bisogni altrui per scopi personali e bassissimi».
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