Rimini, “pagato il conto” della fuga dal bistrot: chiusa dopo due anni la vicenda della paninoteca

A quasi due anni dall’episodio che aveva fatto discutere in città, si chiude con un risarcimento la vicenda dell’aggressione avvenuta nel maggio 2024 ai danni del titolare della paninoteca Pane, Vino e Baghino di via Dario Campana, a Rimini. La donna coinvolta ha versato l’intero importo dello scontrino non pagato, 42 euro e 80 centesimi, insieme a un risarcimento concordato con i legali, permettendo così di chiudere definitivamente la vicenda giudiziaria.

Come raccontato dallo stesso titolare, Gioacchino Meli, tutto era iniziato quando due donne sulla cinquantina e una ragazza di circa vent’anni avevano ordinato e consumato sei hamburger, tra cui uno speciale con olio tartufato, all’interno del bistrot. Al momento di pagare, però, le clienti avevano tentato di allontanarsi senza saldare il conto.

Secondo quanto ricostruito all’epoca, la situazione era degenerata rapidamente. Una delle donne, in evidente stato di alterazione dovuto all’alcol, aveva aggredito il titolare del locale, graffiandolo al volto e lanciandogli contro sedie e tavoli sotto gli occhi degli altri clienti presenti nel locale. Sul posto erano intervenuti i soccorritori del 118 e una pattuglia dei Carabinieri, mentre la vicenda era finita sulle pagine dei giornali locali.

A distanza di quasi due anni, la donna ha presentato scuse formali e, attraverso i propri legali, ha raggiunto un accordo con il titolare del locale. L’intesa ha previsto il pagamento di un risarcimento per l’aggressione e il saldo dello scontrino rimasto insoluto. A quel punto Meli ha deciso di ritirare la denuncia presentata all’epoca dei fatti.

“In accordo con i legali della donna mi è stato offerto un risarcimento e ho accettato, per me la vicenda finisce qui”, spiega il titolare della paninoteca riminese. “All’inizio sono rimasto molto scosso da quanto accaduto. Oggi la prendo con più leggerezza e penso che possa capitare a chi fa questo lavoro”.

Resta però un dettaglio a cui Meli teneva particolarmente. “Ho preteso che, oltre al risarcimento per l’aggressione, mi fossero rimborsati anche i famosi 42 euro e 80 centesimi. Un gesto simbolico, certo, ma per riaffermare un principio semplice: chi mangia, paga. Sempre”.