Rimini. Pestarono a sangue due anziani. Rapinatori traditi da facebook

Hanno postato foto di vacanze a Parigi, selfie in cui si mostravano sorridenti e soddisfatti. Senza sapere che stavano mettendosi in trappola. Grazie ai social e a un lavoro certosino, la Squadra mobile di Rimini e i carabinieri della Compagnia di Novafeltria sono riusciti a localizzare due dei tre banditi che la sera del 13 novembre del 2015, fecero irruzione nella villa di via Enna, dove vivono due anziani coniugi, i quali vennero sottoposti a un pestaggio tanto feroce quanto gratuito. Su indicazione degli investigatori italiani, V.M, 22 anni e P.G., 24, sono stati bloccati due giorni fa dalla polizia romena mentre stavano passando il confine con la Moldavia. Sono in carcere là, in attesa di essere estradati. All’appello ne manca ancora uno.

L’assalto in via Enna avvenne poco prima delle nove di sera. Gianni Rossi, 68 anni, ex imprenditore, e la moglie erano soli in casa. Lui era uscito per mettere l’auto in garage, quando venne sorpreso da tre banditi mascherati l’avevano immobilizzato e trascinato dentro. E per i due anziani coniugi era cominciato un incubo. I rapinatori avevano cominciato a picchiarli senza pietà, e non si erano fermati nemmeno una volta avuti i soldi in mano. Avevano infierito con crudeltà, prendendoli e calci e pugni prima di andarsene con 3mila euro in contanti e alcuni gioielli. Ad avere la peggio era stato Rossi, finito in ospedale con un braccio fratturato, quattro costole rotte e la milza spappolata.

Le indagini della Mobile partirono controllando a tappeto il contesto in cui era avvenuto l’assalto. Chiunque fosse stato, conosceva le abitudini della coppia e sapeva che c’erano soldi in casa. Una conferma che arriverà solo più tardi, quando scopriranno che uno dei banditi era il cugino del gestore di un residence di proprietà di Rossi, ignaro di tutto. A metà strada però le indagini si erano incrociate con quelle dei carabinieri della Compagnia di Novafeltria che in quel periodo stavano dando la caccia a una banda che razziava gli appartamenti in Valmarecchia. Particolari nelle due inchieste avevano fatto capire che si trattava delle stesse persone. Alla fine, gli investigatori di polizia e carabinieri erano riusciti a dare un nome a tre di loro, quelli che avevano fatto irruzione nella villetta. Gente che bazzicava il riminese, ma scomparsa dalla circolazione. A quel punto avevano attaccato con le intercettazioni, ma era stato setacciando i social che li avevano trovati. I due comparivano infatti su Facebook, mentre spudorati esibivano vacanze a Parigi e festeggiamenti vari. Da quel momento non li hanno più mollati, e quando hanno capito che si trovavano in Moldavia, hanno fatto scattare il mandato d’arresto internazionale. Li hanno fermati l’altra sera, mentre stavano attraversando la frontiera per passare in Romania. Il Resto del Carlino