Il sistema di assistenza familiare nel territorio riminese si regge su un esercito di quasi cinquemila lavoratori regolarmente contrattualizzati. È quanto emerge dall’analisi dei dati contenuti nel Report 2024 sui lavoratori domestici in Emilia-Romagna, che certifica come colf e badanti rappresentino ormai un pilastro indispensabile per la tenuta sociale della provincia, rispondendo a una domanda di cura in costante aumento dovuta all’invecchiamento della popolazione.
Scendendo nel dettaglio delle cifre, la provincia conta 4.916 addetti ai servizi domestici con regolare contratto. La maggioranza è costituita dalle assistenti familiari, comunemente note come badanti, che ammontano a 3.319 unità, mentre i collaboratori domestici (colf) sono 1.597. Una piccola quota residua, pari al 7%, rientra in altre tipologie contrattuali del settore. Un aspetto rilevante riguarda la composizione demografica della forza lavoro: ben il 76% degli occupati ha origini straniere, contro un 24% di nazionalità italiana, confermando il ruolo cruciale dei migranti nel welfare familiare.
L’incidenza del fenomeno è particolarmente evidente se rapportata alla popolazione anziana. Nel distretto di Rimini, a fronte di una platea di oltre 30mila ultra-75enni, sono attive 2.228 badanti, raggiungendo una copertura del 7,4%, dato superiore alla media registrata nell’area Ausl Romagna. Anche il distretto di Riccione conferma il trend, con oltre mille assistenti impegnati nella cura di una popolazione anziana di riferimento di circa 14.700 persone.
Sul tema è intervenuta Emma Petitti, consigliera regionale e vicesegretaria del Pd Emilia-Romagna, sottolineando come queste figure professionali costituiscano la spina dorsale, spesso invisibile, del sistema di protezione sociale. Secondo l’esponente dem, si tratta di un lavoro che entra nella quotidianità delle case garantendo dignità a persone fragili e non autosufficienti; senza tale apporto, ha ribadito Petitti, il welfare pubblico rischierebbe di non reggere.
La Regione supporta il comparto attraverso il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza, con investimenti che superano i 500 milioni di euro l’anno. Per il futuro, la priorità indicata dall’amministrazione riguarda la qualificazione professionale degli operatori, il contrasto al lavoro nero e il potenziamento dei servizi domiciliari, per consentire agli anziani di continuare a vivere nel proprio ambiente domestico con la necessaria assistenza.











