Rimini scende in piazza per l’Iran: sabato 17 gennaio un presidio in solidarietà al movimento “Donna, Vita, Libertà”

La mobilitazione internazionale per i diritti umani tocca il cuore della Romagna. Sabato 17 gennaio 2026, Piazza Cavour a Rimini si trasformerà in un palcoscenico di solidarietà e protesta civile a partire dalle ore 17.30. L’evento, organizzato da Rete Pace Rimini in collaborazione con Stop Rearm Europe Rimini, mira a puntare i riflettori sulla drammatica situazione sociale e politica in Iran, offrendo un sostegno simbolico ma deciso a chi, da settimane, sfida il regime nelle piazze del Paese mediorientale.

L’iniziativa nasce come risposta alla crescente ondata di proteste che sta vedendo protagonisti studenti, lavoratrici e lavoratori iraniani, uniti nella denuncia contro l’insostenibile carovita e un apparato istituzionale che soffoca il dissenso da oltre quarant’anni. I rappresentanti dei gruppi promotori hanno evidenziato l’impossibilità di mantenere il silenzio di fronte a un bilancio tragico che conta migliaia di vittime e arresti. Secondo gli organizzatori, le attuali manifestazioni rappresentano la prosecuzione naturale del movimento nonviolento e popolare noto come Donna, Vita, Libertà, capace di mobilitare trasversalmente l’intera società civile iraniana.

Il presidio riminese non sarà solo un momento di protesta, ma anche un’occasione di approfondimento e sensibilizzazione. Il programma prevede infatti una serie di letture e testimonianze dirette provenienti dall’Iran, pensate per rompere il muro di isolamento imposto dalle autorità di Teheran attraverso il blocco sistematico della rete internet e delle comunicazioni telefoniche. I promotori descrivono la realtà attuale come un contesto dominato da una repressione brutale, finalizzata a rendere invisibile la lotta di un intero popolo.

Attraverso questo appuntamento, la comunità locale si unisce alla rete globale di supporto per chiedere la fine delle violenze e il rispetto dei diritti fondamentali. La manifestazione di sabato pomeriggio rappresenta dunque un invito alla cittadinanza a partecipare attivamente per non lasciare sole le migliaia di persone che, nonostante il rischio costante della vita e della libertà personale, continuano a chiedere un cambiamento democratico nel proprio Paese.