Festeggiare la Pasqua nel 2026 peserà sensibilmente di più sulle tasche delle famiglie. L’Osservatorio di Federconsumatori ha completato il consueto monitoraggio sui prezzi dei prodotti tipici legati alle festività e il quadro che ne emerge non lascia spazio a dubbi: rispetto al 2025, il rincaro medio si attesta al 5,2 per cento, con punte a doppia cifra su alcune categorie merceologiche.
Carne e uova fresche, i rialzi più pesanti
A trainare gli aumenti è il comparto delle carni. Agnello e coniglio registrano un balzo del 10 per cento, con il primo che raggiunge i 26,90 euro al chilo e il secondo i 14,80 euro. Il petto di pollo sale a 15,90 euro al chilo con un incremento dell’8 per cento, mentre l’abbacchio si ferma a un rincaro del 5 per cento toccando quota 28,90 euro. Sul fronte delle uova fresche, la confezione da dieci pezzi passa da 4 a 4,30 euro, segnando anch’essa un aumento dell’8 per cento.
Cioccolato e colombe, il cacao non dà tregua
L’onda lunga del caro cacao continua a farsi sentire sui prodotti dolciari. I coniglietti di cioccolato e le uova di formato ridotto guidano la classifica dei rialzi con un incremento dell’8 per cento ciascuno. L’uovo decorato di media pezzatura tocca i 45,60 euro, mentre la colomba tradizionale sale a 14,90 euro con un aumento del 7 per cento. Più contenuto il rincaro sulla versione farcita, che si ferma al 4 per cento attestandosi a 24,90 euro.
Famiglie prudenti, vacanze casalinghe
Federconsumatori Rimini ha evidenziato come i consumatori stiano modificando profondamente le proprie abitudini di acquisto. L’attenzione si concentra sempre più sul rapporto tra qualità e prezzo piuttosto che sulla notorietà del marchio: cresce la lettura delle etichette nutrizionali, si valuta la sostenibilità delle filiere e si privilegiano i prodotti del territorio. Parallelamente, aumenta la sensibilità verso la riduzione degli sprechi alimentari.
Anche le modalità di festeggiamento riflettono un atteggiamento improntato alla cautela. Le famiglie non intendono rinunciare ai momenti conviviali, ma puntano decisamente sul contenimento delle spese e sull’organizzazione autonoma. Secondo le prime stime, circa una famiglia su sette partirà per un breve viaggio, restando però entro i confini nazionali in oltre il 96 per cento dei casi, riscoprendo borghi e città d’arte italiane. Per i pranzi festivi, appena un nucleo familiare su quattro sceglierà di mangiare fuori casa, orientandosi prevalentemente verso agriturismi e trattorie di cucina tradizionale.
Come difendere il portafoglio
L’associazione dei consumatori ha diffuso anche una serie di raccomandazioni pratiche per affrontare gli acquisti pasquali con maggiore consapevolezza. Il suggerimento principale riguarda il confronto tra i prodotti basandosi sul prezzo al chilogrammo e non sul costo complessivo della confezione. Occorre inoltre diffidare delle promozioni apparentemente vantaggiose, verificando sempre il prezzo precedente e la data di scadenza per evitare acquisti dettati dall’impulso.
Per i dolci destinati ai più piccoli, Federconsumatori raccomanda di controllare che le sorprese contenute nelle uova di Pasqua riportino il marchio CE, garanzia di conformità alle normative europee in materia di sicurezza: materiali non tossici, assenza di componenti facilmente ingeribili e presenza di indicazioni sull’età consigliata. Infine, rivolgersi a forni e pasticcerie del territorio può rappresentare una scelta vincente sia in termini di freschezza e qualità sia per sostenere l’economia locale, spesso a un costo inferiore rispetto alla grande distribuzione.












