Intanto il sindacalista Giglioli rivela: “Anche su Rimini le mani di Halcombe”.
L’aeroporto di Rimini e San Marino e? al centro del dibattito politico ormai da oltre un mese, dibattito che si e? intensificato nell’ultima settimana, dopo che l’Usc – l’Associazione dei commercianti sammarinesi- aveva messo in giro la voce che a settembre, dopo il termine della stagione estiva, il Fellini avrebbe chiuso.
Innumerevoli sono state le smentite sia da San Marino che da Rimini. Sul Titano il segretario di Stato Marco Arzilli ha affermato che “la dichiarazione di una sua imminente chiusura appare come una storiella per scopi che trascendono le sorti dello scalo di Miramare”. Anche per il deputato riminese Arlotti “le affermazioni provenienti da settori economici sammarinesi risultano non solo non credibili ma, nella sostanza, gravi”.
Ieri e? intervenuto anche il consigliere del Partito democratico Giorgio Pruccoli che contrasta con determinazione queste voci: “Siamo di fronte a vere e proprie illazioni, tutta roba buona per gli “epic fail” da social network cui a distanza di poco tempo nessuno chiede conto della veridicita? delle affermazioni. – commenta il gia? sindaco di Verucchio – Come se non bastasse si sta cercando di far poggiare tali dicerie su basi che non possono essere assolutamente solide. Il tutto inquadrando la situazione dello scalo riminese in scenari discutibili, che evolvono di giorno in giorno a seconda dell’opinione dell’esperto di turno. La premessa da fare non e? quella che vede slittare a settembre la chiusura del “Fellini” perche? se attuata prima sarebbe avvenuta troppo a ridosso della stagione estiva, falcidiano cosi? l’economia locale. Bensi? la valutazione da proporre e? un’altra: il Governo ha inserito l’aeroporto di Miramare tra i trentotto scali di interesse nazionale. A dimostrazione che da Roma comprendono benissimo l’importanza che riveste la realta? aeroportuale riminese nel contesto emiliano-romagnolo. E figuriamoci se una pista di interesse nazionale puo? non interessare il livello regionale”.
Il 47enne consigliere del Partito Democratico evidenzia ulteriormente come tali voci non abbiano fondi di verita?. “Accade sempre cosi?: quando la posta in palio e? alta entrano in scena, senza troppe galanterie di sorta, intrecci magici che utilizzano anche i media per i propri scopi. Personaggi vogliosi di farla da padrona, con l’intento di dirottare verso altre destinazioni capitali che influiscono in maniera pesante su un’economia di un certo spessore”.
Infine Pruccoli conclude il suo intervento con delle puntuali riflessioni. “Nel mettere in circolo simili dicerie si rischia di allarmare inutilmente anche tutte le persone che sono impiegate al “Fellini”. Lavoratori che hanno gia? vissuto difficolta? enormi, alla luce della temporanea chiusura dello scalo avvenuta qualche mese fa. Sarebbe bene mostrare un minimo di tatto, soprattutto considerando che si tratta di notizie fasulle”.
Paolo Giglioli, segretario Uil- trasporti Aeroporto di Forli? e Prov. Aeroporti, si e? chiesto pero? se le voci sulla chiusura dell’aeroporto siano soltanto notizie fasulle o se dietro sussistano anche precisi elementi di veridicita?. La questione e? che il Tar di Bologna il 18 luglio scorso non ha emesso nessuna sentenza e questo, secondo Giglioli, comporterebbe alcune conseguenze: “L’annulla- mento dell’assegnazione definitiva della gestione aeroportuale (e delle decisioni conseguenti) da Enac ad Airiminum (la quale sarebbe percio? obbligata a lasciare e chiudere la gestione, cessando i voli); il trasferimento della stessa assegnazione al secondo arrivato, cioe? ad Halcombe con la sua Air Romagna. Di fatto – prosegue Giglioli – Halcombe diventerebbe cosi? proprietario dei due Aeroporti. Se il Tar, avesse maturato una decisione del genere avrebbe dovuto rinviare la sentenza di meta? luglio onde evitare la chiusura del Fellini”.
Per Giglioli e? strano anche che il Tar ha rinviato la sentenza a meta? settembre. Questo e il fatto che anche Halcombe stia titubando sul da farsi, potrebbe far pensare che – sostiene Giglioli – “possa essere una guerra persa per la Romagna o e? la premessa della nascita di una sola Societa? di Gestione Aeroportuale con due piste (Rimini e Forli?)”. Infine, la stoccata conclusiva: “In tutto questo, viene ragionevolmente da chiedersi dove sia andata a finire la Regione Emilia (molto) Romagna (poco), con la sua visione Bolognacentrica”.
Francesco De Luigi, La Tribuna