Rimpatri, sistema di accoglienza e ingressi: Piantedosi studia il giro di vite sull’immigrazione

La linea del governo sul tema dell’immigrazione inizia a dare i primi frutti: indubbiamente la strada per una soluzione finale è ancora lunga, ma qualche risultato è stato già raggiunto grazie alla determinazione con cui l’esecutivo di centrodestra ha affrontato la questione. A tal proposito Matteo Piantedosi ha annunciato una prima svolta a livello europeo, rivolgendo comunque un appello all’Ue affinché promuova un’azione condivisa che non lasci da sola l’Italia nella gestione del problema.

Cosa cambia nella Ue

Il ministro dell’Interno, intervenuto nel corso dell’audizione davanti alla commissione Affari costituzionali del Senato sulle linee programmatiche del dicastero, ha fatto notare che “siamo davanti a un radicale cambio di paradigma” del Consiglio affari interni dell’Unione europea: finalmente la questione migratoria viene posta “in una dimensione europea e va nel senso auspicato dall’Italia“.

Non solo: Piantedosi, che ieri nel bilaterale ha incontrato il suo collega francese Gérald Darmanin, ha registrato da parte della Francia la “forte volontà di lavorare con l’Italia” per quanto riguarda il tema immigrazione. Il che potrebbe applicarsi anche nell’ottica di eventuali missioni congiunte in Paesi come Libia e Tunisia. Resta ferma l’intenzione italiana di definire interventi normativi sui rimpatri, sull’accoglienza, sulla protezione internazionale e sui corridoi umanitari.

La lotta agli scafisti

Una delle priorità del titolare del Viminale è quella della lotta agli scafisti. Non a caso la tragedia avvenuta al largo delle coste calabresi ha confermato per l’ennesima volta quanto sia necessario promuovere flussi regolari e controllati piuttosto che lasciare campo libero ai trafficanti. Per Piantedosi combattere gli scafisti e bloccare le partenze è “un imperativo” che può arrivare alla realizzazione solo con “un’azione decisa dell’Unione europea e una forte sinergia con i Paesi di origine e transito dei flussi“.

Nelle ultime ore il ministro dell’Interno ha detto chiaramente che la disperazione non può giustificare fantomatici viaggi della speranza in circostanze indecenti e condizioni meteo avverse. Per prevenire tutto ciò è indispensabile dare vita a una rete di politiche solidali degli Stati. “Dobbiamo evitare che chi scappa dalle guerre si affidi a trafficanti di esseri umani senza scrupoli“, ha ribadito.

La legge sulle Ong

Non potevano certamente mancare le accuse della sinistra, che si è subito adoperata per imputare al governo la colpa di approcciarsi al tema immigrazione con disumanità. In tal senso il fronte rosso ha messo nel mirino le nuove regole sulle navi delle Organizzazioni non governative, ma in realtà Piantedosi ha spiegato che non si può porre in relazione la stretta sulle Ong e il dramma di Crotone.

Infatti l’obiettivo del decreto non è quello di mettere il bastone tra le ruote ai soccorsi, ma stabilire che “si svolgano in maniera ordinata e coerente con le norme internazionali e ai quali si conformano gli Stati e solo indirettamente i soggetti privati“. In sostanza le nuove disposizioni “non introducono alcun divieto su scenari e l’intervento delle operazioni di recupero“.


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