• Screenshot
  • Risposta alle accuse di interferenza sulle votazioni del Consiglio Centrale della DC … di Marco Severini

    Leggo con stupore un’ipotesi alquanto bizzarra riportata questa mattina su un giornale, dove si sostiene che un mio editoriale politico avrebbe “inquinato” le votazioni per la presidenza del Consiglio Centrale della DC.

    Nulla di più lontano dalla realtà!

    Esprimere un giudizio politico in un articolo-editoriale, com’è naturale in un dibattito democratico, non può certo essere considerato un atto di interferenza. Se così fosse, ogni opinione scritta dovrebbe essere vista come una minaccia al libero pensiero, un’idea assurda che va contro il diritto di critica e la libertà di espressione.

    Il mio editoriale non era, né poteva essere, una “campagna elettorale” né a favore né contro alcun candidato, men che meno a favore di Francesco Mussoni, con il quale, peraltro, non ho alcun rapporto personale e che non viene nemmeno citato nell’articolo.

    L’obiettivo legittimo era semplicemente esprimere una riflessione sulla possibile direzione politica del partito in seguito a questa votazione, evidenziando come l’elezione di un determinato candidato, vicino a certe aree, avrebbe potuto segnare un cambio di rotta rispetto alle posizioni sostenute in campagna elettorale.

    È una mia opinione, supportata da analisi, e ne resto convinto.

    Nessuna pressione, nessun contatto con i candidati o con i delegati. Solo e soltanto critica e analisi politica.

    È questo il ruolo dei media, soprattutto se liberi come il nostro, in una democrazia matura: stimolare il confronto delle idee e lo spirito critico. Non sapevo che non fosse più consentito? Nonostante le tantissime pronunce ed i precedenti giurisprudenziali. 

    Marco Severini
    Direttore GiornaleSM