Agricoltori romagnoli pronti a varcare le Alpi per difendere la qualità del Made in Italy e la sicurezza alimentare dei consumatori. Una delegazione della Cia Romagna si unirà ai colleghi di tutta Europa per la grande manifestazione in programma martedì 20 gennaio a Strasburgo. Al centro della protesta, che vede in prima linea anche il Copa-Cogeca (la sigla che riunisce le cooperative agricole dell’UE), c’è il contestato accordo commerciale con i paesi del Mercosur, accusato di spalancare le porte a una concorrenza sleale e potenzialmente rischiosa.
L’appuntamento è fissato davanti alle sedi delle istituzioni europee, dove gli agricoltori chiederanno a gran voce il principio di reciprocità negli scambi internazionali. In una nota diffusa oggi, venerdì 16 gennaio, Cia Romagna chiarisce le ragioni della mobilitazione: impedire che sui mercati del vecchio continente arrivino prodotti realizzati con standard ben diversi da quelli imposti ai produttori locali.
“Nell’accordo Ue-Mercosur non ci sono ancora le dovute garanzie a tutela di agricoltori e cittadini, europei ed italiani”, tuona Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna. La questione è tecnica ma dalle ricadute molto concrete: “Manca la reciprocità. Questo vuol dire che noi produciamo con alti e precisi standard di sicurezza alimentare e il rischio è di importare prodotti che non rispettano lo stesso sistema di garanzie degli standard produttivi, sanitari e ambientali che noi agricoltori garantiamo da sempre in Europa”.
Per Misirocchi l’equazione è semplice e dannosa: “Senza reciprocità gli agricoltori subiscono concorrenza sleale e i cittadini si trovano negli scaffali prodotti con meno garanzie di salubrità, e non va bene per niente”. La Cia Romagna, che rappresenta oltre 10mila iscritti e 5mila imprese tra Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, porterà dunque il peso della filiera locale nel cuore dell’Europa, unendo la propria voce a quella di un settore deciso a non arretrare sulla qualità.











