Romagna, balneari: Legacoop frena sugli annunci di Salvini e invoca regole uniche per le gare

Le recenti dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha preannunciato un nuovo decreto per tutelare i gestori degli stabilimenti balneari, hanno suscitato una reazione improntata al realismo da parte di Legacoop Romagna. Nella giornata di oggi, venerdì 16 gennaio, l’associazione ha definito le parole del Ministro come un possibile spiraglio, avvertendo però che le procedure di gara sono ormai una realtà ineludibile e che serve una regia regionale ferrea per evitare il caos normativo.

Al centro del dibattito c’è l’ipotesi di modifica dell’articolo 49 del Codice della Navigazione, con l’obiettivo di garantire il riconoscimento degli investimenti effettuati dai concessionari uscenti. Legacoop ha preso atto di quello che considera un impegno politico rilevante per le cooperative e le imprese del settore, ma non ha nascosto le perplessità sulla reale efficacia della misura. L’associazione ha ricordato come i nodi irrisolti con la Commissione Europea e le sentenze del Consiglio di Stato rappresentino ostacoli che difficilmente potranno essere superati solo con un nuovo decreto, invitando a non illudersi che questo possa bloccare l’iter delle evidenze pubbliche.

Per i cooperatori romagnoli, al netto delle intenzioni del Governo, non è possibile rimanere immobili in questa fase di incertezza. Dato che le gare partiranno a breve, la priorità indicata è quella di accelerare il lavoro di coordinamento con la Regione Emilia-Romagna. L’obiettivo è fornire a tutti i Comuni costieri un quadro di indirizzi chiaro e condiviso, scongiurando il rischio di una frammentazione che vedrebbe ogni amministrazione procedere in autonomia. Uno scenario del genere, secondo Legacoop, isolerebbe i singoli territori e causerebbe danni gravissimi alle imprese, ai lavoratori e all’immagine turistica della Riviera.

La richiesta rivolta alle istituzioni è quella di integrare nei bandi principi inderogabili: la tutela delle microimprese familiari, il riconoscimento del valore aziendale e della professionalità acquisita, nonché la valorizzazione del modello cooperativo. L’associazione ha sottolineato come anche le organizzazioni sindacali convergano sulla necessità di uniformità regionale: regole uguali lungo tutta la costa sono considerate la condizione minima per garantire equità, certezza del diritto ed evitare una stagione di contenziosi che potrebbe compromettere irreversibilmente il sistema balneare.