Romagna, carburanti di nuovo alle stelle: il rincaro del petrolio divora lo sconto accise

La settimana si apre con nuovi rincari alla pompa in tutta la Romagna, dove i prezzi di benzina e gasolio hanno ripreso a correre nonostante il recente taglio delle accise deciso dal governo. Secondo le ultime rilevazioni di oggi, lunedì 23 marzo, la benzina ha superato la soglia di 1,7 euro al litro, mentre il gasolio è tornato a sfiorare i 2 euro, annullando di fatto il beneficio dello sconto di 25 centesimi introdotto nei giorni scorsi.

In una nota diffusa dagli osservatori di settore e commentata dalla Figisc regionale, emerge una forte preoccupazione per la stabilità del mercato energetico. “Qualunque sconto praticato alla pompa viene annullato dagli aumenti successivi. I prezzi sono alle stelle e non si vede una via d’uscita. I distributori privati, che acquistano dai depositi, pagano il carburante a costi elevatissimi”, ha dichiarato Letizia Zignani, presidente regionale Figisc.

Alla base di questa nuova fiammata dei prezzi ci sono le tensioni internazionali, in particolare il conflitto in Iran e la situazione di stallo nello stretto di Hormuz dopo l’ultimatum lanciato da Donald Trump a Teheran nel fine settimana. L’instabilità geopolitica sta spingendo le quotazioni del greggio a livelli tali da rendere inefficace la manovra governativa sulle accise.

Al momento, il taglio delle tasse sul carburante è previsto fino al prossimo 7 aprile. Sebbene dal governo si parli di una possibile proroga della misura, gli operatori del settore restano scettici sull’efficacia a lungo termine di questi interventi. “Gli sconti funzionano quando il mercato è stabile. In una situazione come questa è molto difficile, perché ciò che si riduce oggi aumenta già domani”, ha concluso Zignani.