Romano Prodi e il manifesto di Ventotene … di Gianni Toffali

La giornalista di Quarta Repubblica, Lavinia Orefici, ha chiesto a Romano Prodi di esprimere un giudizio sul Manifesto di Ventotene. “Ma che cavolo mi chiede” ha sbuffato l’ex premier mentre la giornalista gli leggeva un imbarazzante passaggio del Manifesto. Poi l’impensabile! Con tono aggressivo e intimidatorio, l’ex inventore del rinsecchito Ulivo, ha preso una ciocca di capelli della povera Lavinia, e l’ha strattonata. “Non è vero, le ho solo messo una mano sulla spalla”, si è difeso il leader delle femministe democratiche.  “È vero, è vero- ha replicato la giornalista – mi ha tirato i capelli come fossero le orecchie e come se io fossi un asino”. Chi ha ragione? Le immagini delle telecamere hanno dato ragione alla bistratta cronista di Quarta Repubblica. Qualcuno ha chiesto che Prodi venga escluso dai dibattiti televisivi.  Errore gravissimo! Va chiamato più spesso in TV per mostrare di che pasta è fatto il suo mondo e quello delle femministe di servizio che da giorni hanno stranamente perso la voce. La farsa e l’ipocrisia non vanno celate, ma esibite al grande pubblico per dimostrare l’insostenibile leggerezza degli esseri partoriti dal cosiddetto Manifesto di Ventotene.

Gianni Toffali