Mettere a sistema le esperienze sul campo, valorizzare il lavoro di migliaia di operatori e aprire un dialogo strutturato con le istituzioni sulle nuove emergenze della salute mentale. È questo l’obiettivo del convegno “Esperienze di salute mentale in Emilia-Romagna”, promosso da Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna, che si terrà dopodomani, giovedì 5 febbraio, al Palazzo della Cooperazione di Bologna.
L’iniziativa, che riunirà cooperative, professionisti e istituzioni, nasce per dare voce a un settore, quello della cooperazione sociale, che in regione rappresenta un pilastro del welfare con le sue 450 realtà e 30.000 occupati. “La salute mentale in Emilia-Romagna è sostenuta in larga parte dal lavoro quotidiano delle cooperative sociali”, afferma in una nota Antonio Buzzi, presidente di Confcooperative Federsolidarietà regionale. “È necessario rendere visibile il valore di questo impegno e rafforzare il riconoscimento di un lavoro che richiede competenze e investimenti adeguati. Il modello cooperativo, a differenza di altri, non si limita alla cura, ma crea le reti a supporto dell’autonomia possibile”.
Al centro del dibattito ci saranno temi di stretta attualità. In primo piano la continuità della cura nel delicato passaggio all’età adulta, una sfida cruciale in un’epoca segnata da un aumento della sofferenza psichica in età sempre più precoce. Un altro focus sarà dedicato al rapporto tra salute mentale e territorio, analizzando l’impatto di interventi legati all’abitare, alla socialità e all’inserimento lavorativo. Spazio, infine, al legame sempre più stretto tra disagio psichico e dipendenze patologiche, due ambiti che richiedono risposte integrate e multidisciplinari.
Centrale sarà il confronto diretto con la Regione Emilia-Romagna, rappresentata dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi. Il suo intervento, insieme all’approfondimento tecnico di Alessio Saponaro, responsabile regionale del settore, sarà l’occasione per allineare le linee programmatiche pubbliche con le esigenze concrete emerse dai servizi. Un dialogo che, precisa la nota, si inserisce nel solco dei recenti accordi sull’adeguamento dei costi, a testimonianza di un rapporto già avviato.
Il convegno, quindi, non è un punto d’arrivo ma una tappa di un percorso più ampio. “Vogliamo che sia il prosieguo di una fase di dialogo strutturato con le istituzioni”, conclude il presidente Buzzi. “La cooperazione sociale è pronta a fare la propria parte, portando esperienze e proposte per costruire percorsi di cura personalizzati e integrati con la sanità pubblica, insieme a reti di supporto per promuovere il progetto di vita delle persone”.













