Salvini agita il voto anticipato: “Manovra coraggiosa o le urne”

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Il leghista contro i continui “no” dei Cinque Stelle. E sul dl Sicurezza bis: “In Aula vedremo se c’è ancora una maggioranza”

“È chiaro che se arriva una manovra inadeguata… noi abbiamo in testa un’idea chiara: questa è una manovra importante in cui tutti dovranno avere coraggio.

Se no il coraggio lo chiediamo agli italiani”. Intervistato dal Corriere della Sera, Matteo Salvini mette in chiaro che la prossima manovra economica sarà il vero spartiacque per il futuro dell’esecutivo. Futuro che si misurerà anche sul passaggio in Aula del decreto Sicurezza bis. “Il Pd ha presentato 1.200 emendamenti, non il modo migliore per impostare una discussione seria. Così – avverte – almeno vedremo se questo governo ha una maggioranza…”.

Nell’intervista al Corriere della Sera, Salvini punta il dito contro i troppi “no” del Movimento 5 Stelle. Un ostruzionismo continuo che mette in seria difficoltà la sopravvivenza dell’esecutivo guidato dal premier Giuseppe Cote. Tanto che lo stesso leader leghista non è più così certo che si riesca ad andare avanti. “Se il Ministro dell’Ambiente non proroga le concessioni per la ricerca e l’estrazione del petrolio”, per esempio, c’è il rischio che “migliaia di posti di lavoro” vadano “in fumo”. “Non mi pare che la situazione economica lo consenta”, chiosa il ministro dell’Interno. Che poi torna ad affrontare lo spinoso porblema della viabilità a Genova a un anno dalla tragedia del Ponte Morandi: “La Gronda sarebbe partita se Toninelli non l’avesse bloccata…”. “Il primo che la bloccò fu Burlando – ricorda – l’accoppiata Toninelli-Burlando fa un pò effetto…”.

Il problema è che i “no” dei grillini sono continui e bloccano l’intera azione di governo. Anche per quanto riguarda la riforma della giustizia, Salvini sperava in qualcosa di “più efficace e coraggioso” di quello che è stato sottoposto dal grillino Alfonso Bonafede. “Non accorcia processi, non garantisce galera certa agli spacciatori, noi vogliamo togliere attenuanti generiche…”, lamenta il numero uno del Viminale accusando il Guardasigilli di arrendersi allo status quo. Laddove i pentastellati parlano a un tetto di sei anni per i tre gradi di giudizio, per esempio, il Carroccio vorrebbe che si concluda tutto nel giro di quattro anni. Si tratta, dunque, di distanze non indifferenti.

Nell’intervista al Corriere della Sera, Salvini riconosce tuttavia i risultati raggiunti dal governo gialloverde. “È un esecutivo che gode della fiducia della maggioranza degli italiani”, fa notare. E poi elenca: “È stata sbloccata la Tav, abbiamo vinto l’Olimpiade invernale, anche se c’erano dei contrari, oggi abbiamo sbloccato la Asti-Cuneo, riparte la Napoli Bari ferroviaria, è pronto il piano di investimenti per polizia e vigili del fuoco”. Ma il leader del Carroccio guarda avanti. E pensa già ai prossimi obiettivi da raggiungere. Con o senza i Cinque Stelle. Il Giornale.it

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