Salvini scrive ai Paesi Bassi: “Responsabili per Sea Watch”

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La nave ferma da 11 giorni davanti a Lampedusa, il vicepremier contro il governo olandese: “Vi state disinteressando”

La Sea Watch3 non si muove: da ormai 11 giorni è ferma al largo di Lampedusa con a bordo 42 migranti.

Dalla nave della Ong sono stati fatti scendere solo quelli in pericolo di vita, l’ultimo solo ieri.

Il braccio di ferro con il governo italiano sembra essere in stallo, soprattutto dopo che il tribunale dei ministri ha archiviato l’indagine sull’esecutivo per una vicenda simile che coinvolgeva la stessa nave, tenuta giorni in mare con a bordo i naufraghi recuperati nel Mediterraneo. E ora Matteo Salvini prova a sbloccare la situazione richiamando alle proprie responsabilità anche il governo dei Paesi Bassi, la cui bandiera sventola in cima all’imbarcazione della Ong tedesca.

E lo fa con una lettera al suo omologo olandese: “Sono incredulo perché si stanno disinteressando di una nave con la loro bandiera, peraltro usata da una Ong tedesca, che da ormai undici giorni galleggia in mezzo al mare“, ha spiegato il vicepremieri e ministro dell’Interno, “Riterremo il governo olandese, e l’Unione Europea assente e lontana come sempre, responsabili di qualunque cosa accadrà alle donne e agli uomini a bordo della SeaWatch“. Salvini ha poi continuato la sua lettera ad Ankie Broekers-Knol, segretario di Stato olandese per la Sicurezza e la Giustizia, dicendo: “È necessario e urgente, pertanto, un Vostro intervento nei confronti della nave Sea Watch 3 e del suo comandante ed equipaggio affinchè, nel doveroso esercizio della Vostra e loro responsabilità, sia assicurato alle persone a bordo il rapido sbarco in apposito luogo“.

“Il comandante della nave ha autonomamente deciso di esporre le persone a bordo (donne, uomini e minori) ad una navigazione più lunga e pericolosa, con conseguenti inutili, maggiori rischi per la propria integrità psico-fisica, pur a fronte di luoghi più vicini a quello in cui si è verificato l’evento e diversi dall’Italia”, ha scritto Salvini nella sua lettera, “Pur avendo richiesto, sin dall’inizio, un porto di sbarco al proprio Paese di bandiera – a Voi – non ha, inspiegabilmente, ricevuto risposta”. E parla di “una vera e propria ‘minaccia’ allo Stato Italiano, tale potendosi considerare la condotta di colui che palesemente persegue la violazione del quadro giuridico di uno Stato sovrano”. “Violazione che nel caso di specie, è integrata non soltanto dalla mancata adozione, da parte dei Soggetti competenti (Stato di bandiera, comandante ed equipaggio), delle necessarie iniziative per condurre le persone a bordo del natante in un luogo di sbarco legittimamente indicato in base alla normativa in materia, ma anche dallo strumentale stazionamento dell’imbarcazione, nello stesso luogo, da molti giorni e dallo strumentale utilizzo dell’evoluzione delle condizioni delle persone a bordo per ‘forzare’ le Autorità italiane ad autorizzare l’ingresso nelle acque territoriali e lo sbarco”, conclude. Il Giornale.it

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