
In un box, angusto e privo di copertura, era presente un cane di taglia medio-grande in apparente stato di malnutrizione, privo inoltre di una qualsiasi copertura e, data la temperatura elevata, in condizioni di salute dubbie e forse disidratato. Un’ulteriore controllo in una baracca ha permesso di scoprire l’origine del fetore nauseabondo. Le Guardie Ecozoofile, infatti, rinvenivano i poveri resti di un cane che era stato appeso all’interno della struttura. Nel campo, inoltre, erano sparse numerose ossa verosimilmente appartenenti a dei cavalli.
Per il titolare del campo, un 52enne di San Clemente, era scattata la segnalazione alla Procura della Repubblica di Rimini con le accuse di uccisione e maltrattamento di animali, il cane vivo era stato sequestrato ed era stata chiesta l’autopsia sui poveri resti del cane impiccato. Alla luce di quanto scoperto, alla vigilia di Ferragosto la Magistratura ha disposto il sequestro dell’area che è stato eseguito dalle Guardie Ecozoofile che, oltre al campo, hanno sequestrato anche gli animali maltrattati, per poi affidarli ad una struttura in grado di prendersene cura. In particolare, l’asinello e il cavallo sono stati ricoverati in una struttura apposita gestita da un’associazione di volontari così come le pecore e gli animali da cortile, galline e faraone, che sono state portate al sicuro. Il 52enne, adesso, dovrà rispondere di maltrattamento di animali e macellazione clandestina.
Sara Ferranti