Nel cuore del centro storico, dove l’ingresso in classe è ancora scandito dal rintocco delle campane della chiesa, c’è un presidio educativo che non intende arrendersi ai numeri freddi delle statistiche. È la scuola primaria del paese, ribattezzata affettuosamente “la Scuolina” dalle famiglie: trenta alunni, un ambiente protetto e una sfida aperta contro l’inverno demografico che minaccia i piccoli centri.
In un comunicato diffuso dalla comunità scolastica sanclementese, si ribadisce la vitalità dell’istituto che “tiene botta” e rilancia la propria offerta formativa. Il messaggio emerso da un recente incontro tra i genitori e la dirigenza è netto: non c’è alcuna intenzione di chiudere i battenti. Al contrario, l’obiettivo è valorizzare la dimensione raccolta del plesso come un punto di forza, dove “le insegnanti possono seguire i bambini con attenzione reale e quotidiana” e dove ogni alunno non è un numero, ma una persona con un nome e una storia.
“La Scuolina rappresenta il legame dei suoi abitanti con il paese, la continuità con la storia del luogo”, si legge nella nota, che sottolinea come il contesto familiare non sia solo folclore, ma sostanza educativa. Uno dei temi caldi affrontati è quello delle multiclassi, spesso viste con diffidenza ma qui reinterpretate come risorsa pedagogica: la convivenza di età diverse favorisce la responsabilità nei più grandi e l’apprendimento per emulazione nei più piccoli, sotto la guida di un corpo docente stabile e di ruolo che garantisce la continuità didattica.
Oltre alla tradizione, la scuola guarda all’innovazione. Le insegnanti hanno manifestato la volontà di integrare l’offerta con metodologie ispirate a modelli montessoriani, steineriani e alla filosofia della “Scuola senza zaino”, puntando su autonomia e cooperazione. A questo si aggiunge il supporto dell’amministrazione comunale, che garantisce un progetto sportivo con atleti Uisp per l’educazione motoria.
Non mancano i servizi essenziali per le famiglie moderne: trasporto garantito, anticipo e posticipo degli orari per venire incontro ai genitori lavoratori. L’appello lanciato dal borgo è rivolto a chi deve ancora iscrivere i figli o a chi vuole ripensarci: scegliere una scuola a misura d’uomo, dove didattica e identità territoriale camminano di pari passo.












