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  • San Marino. ”A tutela degli indifesi!” … dell’Avv. Mirko Dolcini, candidato al n.8 lista DOMANI MOTUS-LIBERI

     

    Premetto subito che la posizione che segue è mia personale e non è ancora stata oggetto di confronto e dibattito all’interno del partito Domani Motus Liberi.

    E’ un argomento al quale, però, tengo particolarmente.

    Sono un convinto sostenitore del diritto alla riservatezza, un diritto che ritengo essere un baluardo a difesa della civiltà di un popolo e sono il primo, spesso trovandomi contro corrente, a ritenere che nella società attuale esiste un proliferare indiscriminato di violazione della privacy.

    Scandali internazionali riempiono purtroppo le cronache: dalle accuse di intercettazioni illegali dell’Nsa statunitense, alle accuse di violazioni della privacy degli utenti di Facebook.

    Anche il territorio sammarinese è cosparso di strumenti potenzialmente idonei alla violazione della privacy in ragione della tutela di principi ritenuti superiori.

    Basti pensare alle tante telecamere sparse in territorio, sia di uso statale, sia di uso privato. E’, a mio avviso, una deriva solo parzialmente giustificabile con esigenze di sicurezza.

    E all’affermazione di chi, troppo semplicisticamente, dichiara che se non si ha nulla da nascondere, non si ha motivo di temere il controllo dell’occhio delle telecamere, rispondo che è un’affermazione poco intelligente. Sarebbe come dire che chi rispetta la legge allora non deve temere la dittatura.

    Il tema del valore della privacy è troppo delicato per ridurlo ad uno slogan strumentale. Premesso quanto già detto, premesso che la nostra società ha già indiscriminatamente barattato la propria riservatezza per un sopravvalutato senso di sicurezza e di lotta alla delinquenza, potrei anche “alzare le mani” e tollerarlo, ma mi chiedo perché, se si accettano telecamere, private o statali, in tutti gli angoli del Paese (si pensi a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, alle telecamere ai confini di Stato, nelle principali rotatorie e negli incroci di numerose strade, agli ingressi, alle uscite e all’interno di uffici, banche, supermercati e chi più ne ha ne metta), nell’unico posto dove dovrebbero essere, mancano?

    Perché mancano nei luoghi dove crescono i nostri figli, negli asili, o dove purtroppo passano spesso gli ultimi anni della loro vita i nostri nonni, i centri per anziani? Perché mancano nelle stanze degli ospedali dove vengono assistite persone incapaci di difendersi e a volte anche solo di lamentarsi?

    Come deterrente alle violenze e agli abusi, basterebbero telecamere a circuito chiuso, inaccessibili per chiunque, salvo che per le forze dell’ordine, con registrazioni visibili solo su autorizzazione di un magistrato e solo in caso di denuncia e quindi di segnalazione.

    Gli stessi maestri, medici ed infermieri che lavorano in questi delicatissimi ed impegnativi settori, sarebbero tutelati da eventuali false ed infamanti accuse. A questa domanda spesso mi si risponde che il lavoro di chi è impiegato nelle scuole, negli ospedali e negli asili ha una dignità che non deve essere lesa da registrazioni costanti delle telecamere.

    Perché? Rispondo io, il lavoro di chi è impiegato negli uffici, nelle banche e nei supermercati è meno dignitoso?

    La tutela del denaro, o della sicurezza degli adulti sani, merita più attenzione dell’incolumità di anziani, malati e bambini indifesi?

    Controsensi del nostro Paese, e non solo, ai quali bisognerebbe dare velocemente una risposta. Possibilmente credibile.

    Avv. Mirko Dolcini

    Domani-Motus Liberi