San Marino. Accordo UE e questione morale: il silenzio della politica e il diritto dei cittadini a capire – …di Maurizio Tamagnini

Accordo UE e Questione Morale: Cittadini, fino a pochi mesi fa si parlava di questioni morali e qualcuno chiedeva persino le dimissioni. Oggi quel linguaggio è sparito. Il silenzio parla chiaro, anche i più decisi restano muti quando temono di perdere qualcosa.

Nei mesi scorsi, all’interno della maggioranza stessa, sono state sollevate questioni morali e avanzate richieste di dimissioni. Quelle prese di posizione hanno aperto un dibattito pubblico, hanno fatto emergere criticità, hanno messo in discussione il modo di governare.

Poi, improvvisamente, tutto si è fermato. Nessuna spiegazione, nessun chiarimento, nessuna parola. E qui nasce una domanda semplice, che molti cittadini si fanno: che fine ha fatto la serietà?

Possiamo davvero accettare che problemi dichiarati pubblicamente vengano sospesi nel silenzio, come se non fossero mai esistiti?

Le grandi operazioni finanziarie e gli accordi strategici ne sono un esempio evidente. È legittimo chiedersi perché siano state gestite senza un confronto pubblico reale, senza chiarire quali alternative siano state valutate, da chi, con quali criteri. Nessuno pretende di interferire con il lavoro della magistratura, ma il silenzio istituzionale totale non rafforza lo Stato ma lo indebolisce. In passato, situazioni analoghe venivano spiegate, oggi invece si abbassa il tono, si riducono le informazioni, si chiede fiducia a scatola chiusa.

Lo stesso vale per il percorso di associazione all’Unione Europea. Si tratta di una scelta che incide sulla sovranità, sull’economia, sul lavoro e sulle regole future del Paese. Eppure viene portata avanti senza che ai cittadini siano stati spiegati in modo chiaro costi, benefici e rischi concreti, proprio mentre il contesto internazionale è tutt’altro che stabile.

Gli Stati Uniti non garantiscono più l’assetto europeo come un tempo, la NATO mostra crepe evidenti, i rapporti con Russia e Cina sono compromessi, e l’Unione Europea assume decisioni spesso lontane dai territori e dai microstati. In questo scenario, andare avanti come se nulla stesse cambiando è un errore strategico che San Marino non può permettersi.

E allora viene da chiedersi, senza polemica ma con franchezza: perché fate così? Davvero non vi rendete conto che una parte sempre più ampia della cittadinanza non si sente coinvolta, non si sente ascoltata? Come pensate di essere ricordati quando queste scelte verranno rilette nel tempo?

Se alcune decisioni prese oggi, senza spiegazioni, dovessero rivelarsi sbagliate domani, chi ne pagherà il prezzo? E soprattutto: per chi si sta decidendo, se non per chi vive e lavora qui ogni giorno?

Fare le cose di nascosto è sempre la strada più facile. Esporsi, spiegare, assumersi la responsabilità politica è molto più difficile. Ma è anche l’unica strada che tutela davvero il Paese.

Oggi la questione morale non riguarda singole persone. Riguarda un metodo di governo che ha perso il senso del limite e del rispetto verso la comunità. È tempo di ridare voce ai cittadini. Di pretendere spiegazioni, responsabilità, trasparenza. Non per distruggere le istituzioni, ma per salvarle prima che sia troppo tardi.

Maurizio Tamagnini