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  • San Marino. “Adesso basta!”: intervista di Repubblica Sm a Massimo Ugolini (Dc)

    San Marino – si legge entrando nel suo territorio – è l’antica terra della libertà. Ma la libertà – ce lo hanno insegnato gli americani, deve essere sposata all’uguaglianza. E purtroppo i fatti dicono che qui in Repubblica c’è sempre qualcuno più ‘uguale’ degli altri. Sarà per questo che in tanti stanno chiedendo a gran voce di fermare le bocce sul Tribunale, di non provare a giocare nessuna partita su quell’importante istituzione. Ma evidentemente c’è chi è convinto che il suo momento sia ‘adesso’. Ne abbiamo parlato con l’ex consigliere della Dc Massimo Ugolini

    Come era prevedibile non sono stati fatti mancare ai sammarinesi i colpi di scena. Per come la vede lei ci sono le condizioni affinché gli elettori scelgano in tutta serenità da chi farsi governare?
    “La cittadinanza a mio avviso ha ben chiaro nella testa quanto avvenuto in questi ultimi tre anni. Sceglieranno con serenità e consapevolezza a chi affidare le sorti della Repubblica”.

    Da ex membro della commissione giustizia, può brevemente rinfrescarci la memoria su ciò che è successo in questi anni?
    “Buona parte di questa brutta pagina di storia ha inizio con la nomina di persone vicino a Confuorti all’interno di Banca Centrale, Cassa di Risparmio ed Asset Banca. Personaggi che rappresentavano un preciso gruppo di potere. Da quel momento in poi sono state messe in campo forzature continue con nefaste ripercussioni in campo finanziario e sul settore della giustizia. La rimozione del Magistrato Dirigente Valeria Pierfelici, dopo quanto riferito all’interno della Commissione Affari di Giustizia, ha sancito il momento finale di una frattura istituzionale non più sanabile con la maggioranza uscente”.

    Può spiegare, il meno tecnicamente possibile e in estrema sintesi la sentenza n.12 del Collegio Garante?
    “Di fatto dichiara incostituzionale l’avocazione dei fascicoli da parte del Dirigente nella fase di archiviazione una volta decorsi i termini, come peraltro da noi sostenuto in più occasioni. Il Collegio Garante nella sua pronuncia numero 12 si spinge inoltre ad affermare che è un altro inquirente (a questo punto c’è però da domandarsi se questo rispetti il principio del giudice naturale precostituito per legge) a dover decidere se archiviare o meno il fascicolo o riaprire i termini. Una vera rivoluzione all’interno del nostro processo penale, che però potrebbe incidere sulla speditezza del processo richiamata dall’Art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Mi preme ricordare che ci troviamo alla presenza di un Collegio Garante che si è prorogato i propri membri in completa autonomia, cosa di cui non si ha memoria in precedenza. Ora spetterà al prossimo Consiglio Grande e Generale, come prevede la Dichiarazione dei Diritti all’articolo 16 ultimo comma, nel termine di sei mesi intervenire e porvi rimedio”.

    E’ anche spuntata e pubblicata online da giornalesm una bozza di delibera da 10mila euro (che potrebbe essere portata in Congresso oggi) che autorizza le spese per il compenso all’avvocato Angelo Piazza, professionista italiano molto noto, per la difesa nel giudizio di parte dinnanzi al Collegio Garante nell’ambito di un conflitto di attribuzione che sembrerebbe essere stato sollevato dai giudici d’appello e dal dirigente Guzzetta. E’ un’anomalia o è tutto nella norma?
    “Non sono a conoscenza di questa delibera. Il Congresso di Stato si trova in regime di ordinaria amministrazione e troverei alquanto anomalo la concessione di consulenze o incarichi, la legge sull’ordinaria amministrazione come principio lo vieta. Per la difesa in giudizio inoltre è già presente l’Avvocatura dello Stato che svolge questa attività. Il tema delle consulenze rappresenta purtroppo un tema infelice di questi anni. Si cerca di tagliare e risparmiare pochi euro nelle piccole cose e poi si spendono centinaia di migliaia di euro in consulenze”.

    Anche lei è preoccupato per le nubi che sembrano nuovamente addensarsi sul Tribunale?
    “Il Tribunale avrebbe necessità di maggiore serenità per lavorare nel migliore dei modi. Mi auguro non vengano messe in campo nuove iniziative che possano inasprire ulteriormente lo scontro Istituzionale. Siamo perfino giunti a giustificare il rinvio di processi penali pesantissimi, che gravano sulla testa delle persone, con il disbrigo di pratiche riguardanti sanzioni di carattere amministrativo. Il prossimo governo avrà il difficile compito di porre rimedio e ristabilire i corretti equilibri istituzionali. La certezza del diritto e la velocità di risposta della giustizia rappresentano fattori di competitività fondamentali per la Repubblica di San Marino se vuole rialzarsi come Paese”.

    Repubblica Sm