San Marino. C10 spera che Fiorini ripensi alle dimissioni

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La scenata da bar dello sport a cui l’Ufficio di Presidenza ha dovuto assistere venerdì scorso non può passare sotto il silenzio imbarazzato delle forze di opposizione. Tantomeno può lasciare spazio a finte scuse che diventano strumento per rilanciare accuse piene di falsità evidenti o all’ennesima trafila di giustificazioni con cui il parterre di Roberto Ciavatta ha già inondato il web.

Quello che è successo è grave. E’ grave per le parole che sono state utilizzate in una sede Istituzionale, davanti all’Ecc.ma Reggenza e ai Capigruppo consiliari. E’ grave per la persona a cui sono state rivolte, un Consigliere e – prima ancora – una persona estremamente corretta come Matteo Fiorini, sempre rispettoso e pacato nonostante le offese irripetibili che si è sentito rivolgere da parte dell’opposizione, come il resto della maggioranza, da inizio legislatura.

E’ grave, anzi gravissimo, perché quella scenata e quelle parole hanno rappresentato, per l’ennesima volta, il grimaldello utile a distruggere in pochi attimi un faticoso lavoro di coordinamento – promosso anche da Civico10 anche attraverso proposte di CCR allargati – attorno alla legge per la risoluzione delle crisi bancarie, in un momento di estrema tensione politica e nonostante i muri costruiti in questi due anni, con il commissariamento di un Istituto in corso.

Ogni volta che la politica sembra dimostrare responsabilità, e tenta di arrivare a condividere degli atti in un momento difficile, arriva il casus belli utile a rialzare la tensione. Viene da chiedersi a chi giovi, politicamente, alimentare costantemente il caos nei rapporti fra le forze politiche, mentre il Paese si trova in grave difficoltà.

Estremamente chiaro ed esplicativo, a questo proposito, il passaggio della lettera di Ciavatta con cui dichiara apertamente qual è il fine del lucido calcolo politico che ha causato la tensione di venerdì scorso: un ricatto. Un ricatto che voleva anteporre l’istituzione immediata di una commissione d’inchiesta sul CIS – che si sarebbe comunque costituita i primi di luglio, come dichiarato dai capigruppo di maggioranza in quell’UdP – alla firma della legge sulle risoluzioni bancarie. Una legge condivisa, che ha visto maggioranza, opposizione, Associazione Bancaria Sammarinese, parti sociali, organizzazioni datoriali e tecnici di Banca Centrale, protagonisti di un confronto approfondito e responsabile.

Quando la politica sammarinese tutta, Rete compresa, si era dimostrata capace di archiviare i meri interessi di bottega per produrre un provvedimento condiviso, volto alla salvaguardia del sistema Paese, dei risparmi dei nostri concittadini e di tanti posti di lavoro, comportamenti come questo – che avvelenano i pozzi del dialogo politico – rischiano di far saltare l’obiettivo, mai come oggi a portata di mano.

Sperando che Matteo Fiorini possa ripensare alle dimissioni perché il Consiglio ha bisogno di chi, come lui, affronta la politica in maniera responsabile e rispettosa delle Istituzioni, auspichiamo che da qui a venerdì possa prevalere il buonsenso fra tutte le forze politiche, in modo da produrre unità di intenti e coesione su un tema così importante, dando un segnale che i nostri cittadini attendono da tempo.

 

Civico 10

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