Affare bulgaro: una gravità senza precedenti. Ora basta.
Non si può più far finta di niente.
Non può farlo la politica.
Non può farlo la cittadinanza.
Non può farlo nessuno, qualunque favore abbia ricevuto nel tempo.

Il cosiddetto “affare bulgaro” rappresenta uno dei passaggi più gravi e inquietanti degli ultimi anni per la credibilità della Repubblica di San Marino.
La magistratura farà il proprio corso, e lo deve fare fino in fondo. Ma la dimensione giudiziaria non esaurisce la questione. La responsabilità politica è altra cosa. E la firma politica di questa operazione, di chi l’ha gestita e accompagnata sin dall’inizio, è una sola: quella democristiana.
L’operazione legata all’acquisto delle azioni detenute da Ente Cassa di Faetano è stata presentata come inevitabile, come la migliore soluzione possibile nell’interesse del Paese e dei soci. È stata difesa con convinzione, indicata come scelta responsabile e lungimirante. Oggi, di fronte alle criticità emerse, non è accettabile cambiare narrazione o spostare l’attenzione altrove.
Non è serio promuovere un dibattito – come avvenuto già in alcune Commissioni – che miri a creare l’elenco dei “buoni” e dei “cattivi” tra chi vuole difendere la Repubblica e chi no.
DOMANI – Motus Liberi ha difeso, difende e difenderà sempre il Paese, senza se e senza ma; per questo non accetta più prese in giro.
Da troppo tempo il Paese assiste allo stesso copione e vive un paradosso insopportabile: chi propone innovazione e sviluppo deve affrontare ostacoli infiniti, resistenze, diffidenze costruite ad arte; viene fatto lavorare a vuoto con l’unico e preciso obiettivo premeditato di non fare nulla. Allo stesso tempo, ci troviamo ciclicamente a dover gestire e giustificare operazioni opache, imbarazzanti, sempre riconducibili allo stesso perimetro politico.
Non è passato che qualche mese da quando in Aula si chiedeva di giustificare la “vendita del Paese” nella vicenda delle residenze atipiche, dello spagnolo che doveva gestire il DES.
Oggi esplode la “questione bulgara”, con dinamiche che parlano di amici e parenti. Sempre lo stesso schema. Sempre la stessa regia.
Noi non accetteremo alcuna distrazione di massa costruita ad arte.
Il problema non è fuori.
Il problema è dentro.
È un sistema politico che tratta la Repubblica come cosa propria, facendo perdere opportunità immense al Paese, ai giovani, ai cittadini e alle imprese. Sta uccidendo la speranza di una rinascita economica e morale.
Non è più tempo di ambiguità: il metodo e le responsabilità sono chiare.
Chi, anche all’interno di quell’area politica, non condivide questo modo di agire, abbia il coraggio di prendere le distanze: smetta di coprire, smetta di proteggere, smetta di tacere.
Il punto centrale è uno solo: non si può prima costruire un’operazione, difenderla come l’unica strada possibile, garantirne la bontà ai cittadini e ai soci e poi, quando emergono criticità, far finta che tutto sia accaduto per caso.
La reputazione internazionale di San Marino non può essere messa a rischio per logiche di appartenenza o per la tutela di equilibri interni.
San Marino non è proprietà di nessuno.
Le istituzioni non sono strumenti di parte.
È il momento della chiarezza.
Ed è il momento della responsabilità politica.
DOMANI – Motus Liberi












