Il 2026, nelle intenzioni del Segretario Alessandro Bevitori, è impostato come anno di scelte operative e di messa a regime dei dossier strategici. La linea indicata a staff e partito è netta: intervenire sui servizi essenziali, ridurre sprechi strutturali, rafforzare competitività e occupazione, evitando politiche di corto respiro.

Uno dei primi progetti a partire sarà SMUVI, la riorganizzazione del trasporto pubblico basata sul servizio a chiamata. L’obiettivo è superare definitivamente il modello dei “vuoto-bus”, costoso e ambientalmente insostenibile, sostituendolo con un sistema più flessibile, efficiente e coerente con i reali bisogni dell’utenza.
Tra le priorità strategiche figura l’approvvigionamento idrico, considerato un fattore abilitante per qualsiasi politica di sviluppo economico e territoriale. Il tema viene posto come infrastruttura critica, non rinviabile, su cui costruire le prospettive future del Paese.
Sul fronte energetico, l’obiettivo dichiarato resta l’autonomia energetica, attraverso un utilizzo crescente di tecnologie verdi e rinnovabili. L’azione proseguirà sia sul piano interno, con l’efficientamento degli edifici pubblici, sia tramite investimenti energetici fuori territorio, in continuità con quanto avviato nel 2025.
La riorganizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti entra nella fase attuativa dopo il superamento di un passaggio autorizzativo rilevante in Commissione consiliare. Il progetto prevede anche la realizzazione di un secondo centro di raccolta nella parte bassa della Repubblica, con l’obiettivo di migliorare efficienza, sostenibilità e prossimità del servizio.
Un altro capitolo centrale riguarda l’innovazione tecnologica, con la revisione della normativa di settore e dell’assetto dell’Istituto San Marino Innovation, chiamato a svolgere un ruolo più incisivo nel sostegno allo sviluppo economico e all’attrazione di competenze.
Sul versante lavoro, l’obiettivo politico resta il mantenimento della piena occupazione. La Segreteria intende continuare a facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e portare a compimento il PdL sull’inclusione lavorativa, indicato come strumento per rafforzare diritti, tutele e integrazione nel mercato del lavoro.
Nel complesso, l’agenda 2026 viene delineata come un programma di consolidamento e di riforma operativa, orientato a risultati misurabili e a un rafforzamento strutturale del sistema economico e dei servizi pubblici.
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