Lo scandalo della svendita della Banca di San Marino interroga la politica perché nessun consiglio di amministrazione si sarebbe mai sognato di svendere una Banca ad un bulgaro senza una adeguata copertura. Perché l’operazione è stata più che protetta, passo dopo passo, nei consigli di amministrazione, nelle assemblee dei soci e negli incontri personali. Perché l’indirizzo a sostegno ha registrato non poche pressioni,per usare un termine gentile. Perché davanti ad una operazione strategica che poteva compromettere anche il nostro rapporto con l’Italia e con l’Unione Europea, il governo non ha preso posizione.
I motivi per avviare una inchiesta amministrativa che ricostruisce l’intera vicenda, che accerti i personaggi coinvolti e i rispettivi ruoli, che definisca le responsabilità e dica ai cittadini come sono andate le cose,ci sono tutti.
La difesa d’ufficio del partitone circolata sui social ha fatto cilecca e ha danneggiato la DC. Infatti l’indagine amministrativa ha il compito di ricostruire i fatti, non di accertare i reati. Questo è un compito che spetta al Tribunale. L’indagine ha il compito di squarciare il muro omertoso che è stato costruito per impedire la doverosa informazione. Per fare circolare le chiacchiere colpendo ruoli marginali o inesistenti e salvando i veri responsabili della vicenda che stanno in alto.
Non è pensabile che in questo paese sia tutto segreto a partire dal debito estero, dalle infiltrazioni mafiose, dai Cavalieri Bianchi, malesi, arabi, spagnoli, greci, bulgari, per finire alle sedute di commissione e altri giri.
Non è accettabile che uno scandalo clamoroso che è uscito anche all’estero non meriti un comunicato ufficiale col quale si possano conoscere i personaggi colpiti da misure cautelari, nonché l’ipotesi di reato per il quale si è aperto un fascicolo giudiziario ed è iniziata la fase istruttoria sulla quale nessuno pretende di mettere becco.
Mi vengono alla mente i titoloni con tanto di foto pubblicati qualche anno fa per l’arresto di esponenti politici di vertice!
E mi chiedo: oggi, chi si vuole coprire di tanto importante?
Emilio Della Balda













