“Regalo”: ancora tagli sulla scuola
Mularoni, Pdcs: “A chi ha parlato di mobilitazione a inizio anno, cioè il prossimo settembre, dico che sarà una mobilitazione inutile visto che nel frattempo ogni cosa sarà già stata decisa. Si appro tta adesso perché evidentemente tutti sono in vacanza. Non c’è programmazione in ambito scolastico ma è tutto lasciato all’improvvisazione. Docenti si troveranno con ore in meno e una diminuzione di stipendio pari al 2,5%”.
Spesso ci chiediamo quale sia la ragione dell’apatia dei nostri ragazzi nei confronti della scuola. E raramente ci accorgiamo di quanto la demotivazione degli insegnanti in un sistema che ne trascura la dignità possa ri ettersi sugli studenti. “Non c’è poi limi- te alla politica dei tagli – ha detto Mariella Mularoni del Pdcs – e sebbene si fosse arrivati a credere che altri sacri ci alla scuola non sarebbero stati chiesti, la realtà si sta rivelando molto diversa. C’è una bozza di decreto che non ci lascia tranquilli e che contraddice quel che Morganti prima e Podeschi poi hanno detto a più riprese e cioè che la scuola in termini di spending review aveva già dato abbastanza, che non ci sarebbero stati altri tagli.
Si sta così lavorando per fare una bella sorpresa agli insegnanti quando rientreranno a scuola. Procede infatti a gran velocità la riorganizzazione del sistema scolastico per arrivare in tempo a presentare le nuove modi che in seno alla commissione paritetica che si riunirà il prossimo 17 luglio, dove verranno stabiliti i nuovi orari e il resto. Per questo dico a chi ha parlato di mobilitazione a inizio anno, cioè il prossimo settembre, che sarà una mobilitazione inuti- le: nel frattempo tutto sarà stato già deciso. Si approfitta adesso perché evidentemente tutti sono in vacanza. E questo dà la misura di come il governo intenda il confronto.
Ci arriverà il decreto in Consiglio e verrà votato dalla maggioranza che ha i numeri. Questo è il livello di condivisione. Per scendere più nel dettaglio dei tagli, sembra che per la scuola dell’infanzia ci sarà un diverso rapporto in numeri tra bambini e insegnanti. Poi nella scuola elementare verrà inserita l’attività delle classi aperte con meno di 13 studenti. Vale a dire che l’insegnante sarà chiamato a girare più classi. Se ci saranno mancanze di personale gli insegnati di educazione sica verranno fatti lavorare su più ordini di scuola. Diminuiranno gli insegnanti distaccati da quattro a tre. Le ore di insegnamento presso medie e superiori non saranno più di 50 minuti ma diverranno di 55, questo comporterà la riduzione di due ore di insegnamento, non si sa ancora quali salteranno, sembra un’ora di italiano e una di educazione tecnica.
Non è poi chiaro, perché resta da definire, chi dovrà fare la materia alternativa etica e società. Sembra che sarà suddivisa tra insegnanti che hanno ore a disposizione. Non c’è a ben vedere una programmazione in ambito scolastico ma è tutto lasciato all’improvvisazione. Le decisioni non sono mai state condivise con i docenti e vengono prese ora che le scuole sono chiuse. A settembre gli insegnanti si troveranno ad avere ore in meno e una diminuzione dello stipendio pari al 2,5% ”.
CUS: “Se il Governo non ci ascolta all’inizio del prossimo anno scolastico scatterà la mobilitazione”
“Se il Governo non ci ascolta all’inizio del prossimo anno scolastico scatterà la mobilitazione”. È il senso della lettera che le Federazioni Pubblico Impiego della CSU hanno inviato al Segretario di Stato all’Istruzione e al direttore del Dipartimento Istruzione. La lettera, che segue l’assemblea degli insegnanti rappresentanti sindacali di CSdL e CDLS, passa in rassegna tutte le proposte contenute nel provvedimento governativo e fa un lungo elenco di osservazioni che mettono in rilievo numerosi punti critici del provvedimento.
“In via generale – scrivono le Federazioni Pubblico Impiego – riteniamo che il decreto preveda degli interventi spot senza che ci sia un disegno preciso di come si vuole modificare l’ordinamento scolastico sammarinese. Interventi di questo tipo lasciano l’amaro in bocca agli operatori della scuola e contribuiscono a creare un clima di lavoro non sereno.”
FUPI-CSdL e FPI-CDLS entrano poi nel merito dell’articolato e, punto per punto, indicano le difficolto gestionali che gli interventi del Governo causerebbero praticamente in tutte le realtà scolastiche della Repubblica: Scuola dell’Infanzia, Ludoteca, Scuola Elementare, Scuola Media Inferiore e Superiore, insegnamento Educazione Motoria. “Con simili provvedimenti – sottolineano – si va a minare e sminuire la professionalità degli insegnanti che, invece, sono i veri artefici di una scuola di qualità come è quella sammarinese. Già in passato, anche recentemente, si è proceduto con interventi estemporanei che hanno peggiorato la situazione”.
Le Federazioni Pubblico Impiego ritengono inoltre “che gli insegnanti debbano avere un ruolo attivo nella predisposizione di progetti didattici e che ciò non sia demandato esclusivamente alle Dirigenze”.
Per questo la lettera si conclude con un preciso richiamo: “Nel caso il Governo decida di andare avanti con i provvedimenti previsti nella bozza di Decreto, il personale docente di ogni ordine e grado si riserva di avviare una mobilitazione per l’inizio del prossimo anno scolastico”.
Federazioni Pubblico Impiego CSdL – CDLS