San Marino, al via il semestre reggenziale Mina e Selva: pace, difesa del multilateralismo e tutela delle fragilità come priorità

La cerimonia di insediamento della nuova Reggenza segna oggi una delle pagine istituzionali più dense e solenni nella storia recente del Titano. Alice Mina e Vladimiro Selva hanno assunto ufficialmente la guida dello Stato più antico del mondo pronunciando un discorso ampio e articolato, nel quale i richiami alla pace, alla difesa del multilateralismo e alla tutela delle fragilità sociali si sono intrecciati con passaggi di grande spessore diplomatico e geopolitico.

Immagine tratta dalla diretta di San Marino RTV

La cerimonia registra di numerosi rappresentanti del corpo diplomatico e consolare accreditato presso la Repubblica, oltre alla presenza straordinaria di Alain Berset, Segretario Generale del Consiglio d’Europa, giunto sul Titano in visita ufficiale e designato come oratore ufficiale dell’evento. I nuovi Capi di Stato hanno accolto Berset con parole di profonda stima, definendo il suo mandato alla guida dell’organizzazione di Strasburgo come portatore di significati e responsabilità crescenti. Rivolgendosi direttamente al Segretario Generale, i Reggenti hanno affermato di sentire “ancora più vicina la difesa dei tre pilastri che reggono l’Organizzazione: difesa dei diritti umani, democrazia e stato di diritto”, sottolineando come questi principi non siano mai stati di così pregnante attualità.

Nel loro intervento, i nuovi Capitani Reggenti hanno evocato la celebre definizione dell’ex cancelliere tedesco Konrad Adenauer, che battezzò il Consiglio d’Europa come “Coscienza d’Europa”, giudicandola oggi più profetica e incisiva che mai. La Reggenza ha inoltre espresso pieno apprezzamento per il “Patto democratico per l’Europa” promosso da Berset, condividendone l’impostazione secondo cui “non si possono affrontare le minacce di oggi con i metodi di ieri” e richiamando le parole dello stesso Segretario Generale: “Non dimentichiamo mai che la democrazia è la nostra prima linea di difesa”.

Un passaggio carico di emozione ha riguardato il commiato dal Nunzio Apostolico Petar Raji?, Decano del Corpo Diplomatico, presente per l’ultima volta in veste istituzionale prima di assumere il prestigioso incarico di Prefetto della Casa Pontificia presso la Santa Sede. I Capitani Reggenti gli hanno espresso sincera gratitudine per aver sempre dedicato “attenzione, considerazione e disponibilità” al rapporto tra San Marino e la Santa Sede. La cerimonia ha registrato anche la gradita presenza della Ministra della Cultura, Gioventù e Sport del Principato di Andorra, Monica Bonell Tuset, accolta come testimonianza del consolidato rapporto bilaterale tra i due piccoli Stati europei, definiti oggi “ancora più vicini, perché partner attivi nel comune percorso di maggiore integrazione europea”.

Immagine tratta dalla diretta di San Marino RTV

Il cuore politico del discorso ha toccato con toni accorati i perduranti scenari di guerra e tensione internazionale. I Reggenti hanno espresso la preoccupazione crescente della Repubblica di fronte a “possibili visioni alternative, basate sulla competizione e sulla forza”, che rischiano di sostituire quel modello multilaterale “costruito dopo la seconda guerra mondiale e fondato su diritto, cooperazione e tutela dei diritti umani”. Particolarmente netto il riferimento al pericolo di una “vera e propria disaffezione culturale nei confronti del diritto internazionale, poiché costantemente ignorato e violato”.

Sul fronte mediorientale, i nuovi Capi di Stato hanno ricordato l’impegno concreto della Repubblica nell’assistenza ai concittadini rimasti bloccati nei Paesi del Golfo a seguito delle recenti tensioni militari, garantendo il loro tempestivo rimpatrio. Hanno inoltre richiamato il progetto di accoglienza varato per alcune decine di cittadini palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza, “in cui tuttora versa un popolo stremato da condizioni di vita al limite”. Nel semestre appena concluso, San Marino ha inoltre perfezionato il riconoscimento dello Stato di Palestina, inquadrandolo nella cornice della tradizionale “neutralità attiva” della Repubblica, definita come “atteggiamento non indifferente, ma scelta consapevole nel promuovere il dialogo, favorire la mediazione e sostenere con determinazione ogni iniziativa volta alla risoluzione pacifica delle controversie”.

I Reggenti non hanno risparmiato parole ferme neppure sulla situazione iraniana, ricordando l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Grande e Generale, con il quale tutte le forze politiche hanno condannato “ogni forma di repressione, di discriminazione e violazione delle libertà fondamentali nei confronti di un popolo che lotta con coraggio per la democrazia”. Lo sguardo si è poi allargato a tutte le donne che nel mondo “continuano a vivere in condizioni di grave privazione dei diritti”, definite “troppo spesso vittime silenziose di violenza, esclusione e negazione della dignità”.

Sul versante europeo, il discorso ha dedicato ampio spazio all’Accordo di Associazione con l’Unione Europea, descritto come il traguardo di una “straordinaria attività politico diplomatica” destinata ad offrire soprattutto ai giovani sammarinesi “la possibilità di sentirsi effettivamente integrati” nella più grande casa comune europea. I Reggenti hanno tuttavia avvertito che l’implementazione dell’intesa richiederà “un cambio di passo strategico e un approccio culturale che promuova la sostenibilità, la modernizzazione dei servizi e la responsabilità condivisa”.

I toni più intensi e commossi sono stati riservati alla chiusura. Mina e Selva hanno rivolto un pensiero profondo a chi vive condizioni di fragilità: “A chi attraversa momenti di difficoltà, che sostiene il peso della solitudine, della malattia o dell’incertezza, vogliamo esprimere sincera vicinanza. San Marino non vi dimentica, vive anche attraverso le vostre storie, le vostre fatiche e la vostra dignità silenziosa”. Un abbraccio esteso alle famiglie in difficoltà, agli anziani, alle persone con disabilità, alle donne vittime di violenza e ai bambini che meritano protezione.

Il sigillo finale è stato affidato alle parole di Piero Calamandrei: “La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”. Un monito che i nuovi Capitani Reggenti hanno fatto proprio, impegnandosi solennemente a custodire i valori democratici “con misura, con responsabilità, con coraggio”, affinché San Marino continui ad essere “una Terra in cui la libertà non sia mai data per scontata, ma vissuta, custodita e tramandata come il nostro bene più prezioso”.

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